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Valle d'Aosta
Con oltre 20 vette che superano i 4.000 metri (sono le montagne più alte della catena delle Alpi), la Valle d'Aosta (in francese Vallèe d'Aoste, in arpitano Val d'Outa), Regione Autonoma a Statuto Speciale, si merita a buon diritto il titolo di tetto d'Europa. Capoluogo di questo spettacolare angolo dell'Italia nord occidentale è Aosta, città di origini romane posta alla confluenza del fiume Dora Baltea e del torrente Buthier, e adagiata in una vasta conca verdeggiante attorniata da massicci unici nella loro bellezza, come la Becca di Nona, a sud della città, e i ghiacciai del Grand Cornbin, a nord. Chiamata anche la Roma delle Alpi, perchè fondata dai Romani con il nome di Augusta Praetoria, delle sue antiche origini conserva ancor oggi evidenti le tracce nell'impianto urbano (ad assi rigidamente ortogonali) circondato da mura, e nei tanti monumenti. A cominciare dall'Arco di Augusto, arco onorario simbolo religioso-politico coevo alla fondazione della città. Si tratta di un grandioso monumento in pietra locale a un solo fornice affiancato da colonne corinzie, costruito con lo scopo di accogliere i viaggiatori che arrivavano da Eporedi (l'attuale città di Ivrea), lungo la via consolare. Sotto l’arcata è ben visibile la copia del crocifisso ligneo trecentesco, il cui originale si trova al Museo del Tesoro della Cattedrale, dove, tra altri pezzi pregevoli, sono custodite sculture marmoree, icone lignee, orificerie e pezzi d'eccezione. Sempre in tema di arte, vale la visita anche il Museo Archeologico Regionale che ripercorre, attraverso raccolte di reperti preistorici, la storia della Valle d'Aosta e dei suoi più prestigiosi monumenti. Nei sotterranei del museo sono visibili i resti della città romana rinvenuti durante i lavori di ristrutturazione della struttura. Di fronte all'Arco di Augusto si apre una piccola piazza collegata a via Sant'Anselmo, piccola arteria fiancheggiata da negozi ed eleganti palazzi nobiliari, che conduce direttamente al cuore della città vecchia, ancor oggi racchiusa dalle mura romane. In fondo a via Sant'Anselmo, si incontra via Sant'Orso che conduce alla Collegiata di Sant'Orso, uno dei più pregevoli lasciti del periodo medievale e uno dei più importanti luoghi di culto delle Alpi. Il complesso monumentale, che si erge fuori dalle mura romane, dominate dal campanile romanico, è costituito dalla Collegiata dei Santi Pietro e Orso, dal chiostro romanico e dal Palazzo del Priorato. Gli edifici, costruiti in epoche differenti, sono integrati perfettamente tra loro e conservano al loro interno pregevoli cicli di affreschi, statue e vetrate. Davanti a Sant'Orso vale sicuramente la visita la chiesa di San Lorenzo, edificata sui resti di una basilica paleocristiana, distrutta verso l'VIII secolo e rimpiazzata con un tempio più piccolo. Superata Porta Praetoria, che apparteneva alla cinta muraria della città, sulla destra si può ammirare la medievale Tour Fromage, per secoli residenza dei nobili locali e, oggi, dopo diversi interventi architettonici, sede di importanti eventi espositivi. Vicino a Porta Praetoria, sulla sinistra, si sviluppa il Parco Archeologico di Aosta all'interno del quale si possono visitare i resti del Teatro Romano che si estende su un'area lunga 80 metri e larga 65. Del teatro sono ancora ben visibili e riconoscibili il pulpitum, il proscenium e i parascenio. In direzione opposta ci sono le antiche terme, collegate al Foro Romano, cuore politico e religiose dell'antica colonia romana. Sull'area del Foro Romano, oggi Piazza Giovanni XIII, si può ammirare l'imponente cattedrale, le cui origini risalgono alle fasi iniziali del Cristianesimo nella valle. La cattedrale, risalente all'episcopato del Vescovo Anselmo (994-1026), custodisce un patrimonio artistico di grandissimo interesse. In origine aveva 3 navate con pilastri, chiuse da 5 absidi, ma nel XIII secolo furono apportati dei cambiamenti anche se le modifiche più significative risalgono ai secoli XV e XVI, con la realizzazione delle attuali volte a crociera e di diverse vetrate in stile gotico. Poco distante dal Foro, si incontra l'area sacra con la casa dell'Arcidiacono. Da non perdere anche il criptoportico forense, una grande galleria sotterranea con volte a botte definite da grosse arcate e collegata alle terme. Proseguendo si raggiungono le mura della città dove si può ammirare la Torre del Lebbroso. Costruita nel Medioevo sui resti di un bastione romano e così chiamata perchè alla fine del Settecento vi fu rinchiuso un malato di lebbra, oggi, dopo un'accurata ristrutturazione, è stata adibita a sede di mostre temporanee.
Aosta è una città molto bella e ricca di attrattive in tutti i mesi dell'anno. In inverno c'è uno spunto in più per visitarla. Si tratta della Fiera di Sant'Orso, evento di grande richiamo internazionale che si ripete ogni anno il 31 gennaio. Vi partecipano circa 1.000 espositori, artisti e artigiani, che espongono i prodotti dell'artigianato locale. Un altro appuntamento imperdibile è la Bataille Des Reines, "combattimento" incruento tra mucche che ogni anno richiama migliaia di curiosi e che da vita a un vero e proprio "torneo" con eventi in diverse località della valle.
Fondata dai Romani
Nel II secolo a.C. la Valle D'Aosta fu occupata dai Salassi, popolazione ligure-gallica affine ai Tarini che dovette ben presto difendersi dalle mire espansionistiche dei Romani, interessati ad assumere il controllo di un territorio di grande importanza strategica. Nel 143 a.C., i Salassi furono attaccati dalle legioni romane del console Appio Claudio Pulcro, ma riuscirono a resistere al dominio romano fino al 25 a.C. quando però si dovettero arrendere all'esercito di Aulo Terenzio Varrone, il luogotenente di Augusto. Quest'ultimo fondò la città con il nomo di Augusta Praetoria, e vi inviò 3.000 soldati della corte pretoriana. I Romani si diedero da fare per costruire una piccola città fortificata, sintesi delle migliori esperienze architettoniche della Roma Imperiale, per garantire la percorribilità delle vie consolari che collegavano l’Italia all'Europa nord occidentale. La città, a pianta rettangolare, lunga circa 720 m e larga circa 570, fu cinta da mura con 4 porte d'accesso, e per diversi secoli mantenne il suo assetto. Le porte della città erano collegate da 2 strade principali: il decumanus maximus e il cardo maximus. La città fu distrutta dalle invasioni barbariche dopo la caduta dell'Impero Romano.
La Valle in festa...
Nella prima settimana di settembre si svolge la Fete de la Vallée d'Aoste. Si tratta di un appuntamento ideato per far crescere l'interesse per la cultura e le tradizioni della piccola regione. La manifestazione ha la sua sede principale ad Aosta, ma interessa anche altre località, con un calendario fitto di appuntamenti: festival degli artisti, concerti, spettacoli di folclore e di musica tradizionale, funzioni religiose e convegni, fanno da corollario al momento clou, ossia la consegna delle onoreficenze Amis de la Vallée d'Aoste e Chevalier de l'Autonomie.
Sentinelle della valle
Sono circa un centinaio i castelli della regione e testimoniano di un’epoca, quella medievale, in cui a dominare la vallata erano i Conti di Challant.
Quando si attraversa in automobile la Valle d’Aosta percorrendo l’autostrada A5 che collega Torino al capoluogo della regione, si riamane subito colpiti dall’elevato numero di castelli, rocche e torri, molti dei quali ancora in ottimo stato, che si possono ammirare da entrambi i lati della Dora Baltea, il fiume che attraversa la valle.
Sospesi nel vuoto, addossati alla parete grigia di una montagna, arroccati su un ripido sperone roccioso oppure su una più dolce altura e comunque sempre in posizione strategica all’imbocco di una valle. I castelli della Valle d’Aosta ci raccontano secoli di architettura, testimonianze di un’epoca, quella medievale, contrassegnata dai temuti Conti di Challant, nobile famiglia originaria della Savoia, che per secoli ha dominato la valle garantendosi il controllo del territorio dell’alto dei propri manieri. Un centinaio circa, costruiti perlopiù tra l’XI e il XVII secolo, lungo gli 80 km che separano Courmayeur (ai piedi del massiccio del Monte Bianco) da Pont-Saint-Martin (porta d’accesso alla valle di Gressoney che conduce alle pendici del Monte Rosa), queste strutture sono profondamente diverse per tipologia. Si possono infatti trovare i classici castelli a scopo difensivo con 4 o anche più torri, di altezze e forme differenti, con pesanti merlature e mura di cinta impenetrabili, oppure castelli-palazzi, dalle architetture decisamente più “gentili”.
All’inizio della Valle D'Aosta, uscendo a Pont-Saint-Martin, dopo pochi minuti si raggiunge il borgo medievale di Bard disteso alla base dell'imponente forte, massiccia struttura militare (sicuramente la fortezza più imponente della regione) arroccata su un picco, a difesa dell’accesso alla valle, costruita sull'originaria struttura del castello dell'XI secolo e poi trasformata, nel corso dei secoli, in una poderosa fortezza. Assediato e distrutto dall'esercito napoleonico nel 1800, e ricostruito nel 1838, oggi è sede del Museo delle Alpi, grande e importante spazio espositivo sviluppato su una superficie di 1600 m2 con 29 sale, che guida il visitatore attraverso un percorso pluridisciplinare, interattivo e multimediale, alla scoperta delle Alpi e alla conoscenza della montagna di ieri e di oggi. Nella Valle di Gressoney, a Gressoney Saint-Jean, in località Belvedere, si scorge nel verde della pineta Castel Savoia, costruito per volontà della Regina Margherita, formato da un corpo centrale, di forma quasi rettangolare, e da 5 differenti torri lungo il perimetro. L'edificio è costituito da 3 piani con sale sfarzose e una grande veranda di forma semicircolare.
Costeggiando per qualche chilometro da Pont-Saint-Martin la Dora Baltea, si raggiunge il Castello di Issogne, ben conservato, abbellito da molti affreschi che esaltano le gesta della famiglia degli Challant. Tutte le pitture murali riportano poesie, date, firme che gli ospiti della famiglia lasciavano prima di andarsene dal castello. A picco sol torrente Evancon, a poca distanza dal Castello di Issogne, il Castello di Verrès è il baluardo della Valle di Ayas è uno dei più rilevanti esempi europei di fortezza militare tardo-gotica, forse il più bel monumento dell’età feudale in Valle D'Aosta. Più avanti, uscendo dall'autostrada, a Nus, e percorrendo la statale 13, si raggiunge il Comune di Fenis, noto anche per il suo castello. Il Castello di Fenis, a differenza di quello di Issogne, sintesi dei gusti artistici degli Challant, è una fortezza militare a tutti gli effetti. Diversamente dagli altri manieri costruiti per scopi di difesa, quello di Fenis non è situato sulla sommità di un promontorio che domina la valle ma su una piccola collina. Il maniero è la sintesi di diversi interventi costruttivi tra il tardo XII e il XV secolo. Il castello è dotato di un imponente apparato difensivo: è circondato, infatti, da due fila di mura concentriche, con torrette di guardia collegate fra loro (cammino di ronda): il corpo centrale della struttura ha la forma di un pentagono irregolare, con torri a base circolare agli angoli e torri quadrate al centro dei lati più lunghi. Proseguendo verso il capoluogo della regione, vale la visita il Castello Reale di Sarre.
Situato su un promontorio che domina la piana aostana, non distante dalla statale che conduce a Cogne, si raggiunge percorrendo l'autostrada A5, uscita Aosta Ovest, seguendo poi le indicazioni per Sarre. Dopo vari passaggi, il castello fu acquistato e ristrutturato dal re d'Italia Vittorio Emanuele II che lo utilizzò come residenza per le sue battute di caccia: per questo motivo sono centinaia i trofei appesi all'interno delle sue sale che testimoniano la grande passione del re. A pochi chilometri da Aosta, il Castello Sarriod de La Tour si erge, protetto da un'ampia cortina muraria, nella zona pianeggiante, coltivata a frutteto, del Comune di Saint-Pierre. Passando oltre la Dora Baltea si scopre il profilo più aggressivo del maniero, con la sua complessa architettura, composta da più corpi risalenti a epoche diverse, e con la sua suggestiva posizione a strapiombo sul fiume. Poco lontano, in località Tache, a 8 km da Aosta, si trova il Castello di Saint-Pierre, fondato nel XII secolo. All'interno ha sede il Museo Regionale di Scienze Naturali. Il museo è articolato in 9 sale che mostrano al visitatore l'ambiente valdostano nei suoi molteplici aspetti.
Voluti dai Conti di Challant
In tutta la Valle D'Aosta, sia lungo il trallo dove scorre la Dora Baltea sia nelle vallette laterali, sono stati eretti nel corso dei secoli circa un centinaio di castelli, molti dei quali oggi sono ancora in ottime condizioni, mentre di altri si possono solo apprezzare le rovine. Tutti i castelli sono stati fatti costruire dalla stirpe dei Conti di Challant, nobili provenienti dalla Savoia, che per secoli ha dominato in lungo e in largo la regione della Valle d'Aosta. Signori indiscussi della valle, molto temuti, avevano progettato di "fortificare" l'intera valle in molti punti strategici. Ma oltre ai fini di difesa per garantire la pace, in realtà il loro piano nascondeva ben altri motivi.
Il principale dei quali, e sicuramente il più importante, era il guadagno. Ogni castello, ogni fortezza, ogni costruzione militare, anche piccola che fosse, intatti, fungeva per i nobili Challant come un punto di valico, di frontiera, e chiunque si accingeva a superare la struttura di controllo, doveva pagare un pesante pedaggio al quale era praticamente impossibile opporsi. Per evitare che i commercianti non rispettassero il pagamento, dalle torri alcune sentinelle controllavano i movimenti nella valle sottostante e, usando segnali di fumo o inviando messaggi con i piccioni viaggiatori, riuscivano a trasmettere utili informazioni alle vicine fortezze.
Molti non sono visitabili
Diversi castelli della valle sono oggi residenze private e possono essere visitati soltanto se i proprietari concedono il permesso. Quelli, invece in rovina o parzialmente diroccati, ma comunque facilmente raggiungibili, possono essere visitati dall'esterno senza richieste o permessi particolari. Dalla parte opposta della Dora Baltea, uscendo a Chatillon, si raggiunge velocemente il comune di Chambave: all'altezza di un ampio incrocio si gira a destra e si percorre una stradina in salita sino al parcheggio antistante la Crotta de Vegneron, ai piedi del Castello di Cly, fatto costruire nel 1250 da Bonifacio di Challant sulla sommità di uno sperone roccioso, domina dall'alto dei suoi 782 metri la vallala sottostante. Le sue mura merlate sono munite di torrioni agli angoli e la grande torre quadrata, come quasi tutte le mura di cinta, sono ancora in ottimo stato di conservazione.
Tra i castelli non visitabili, da segnalare quello di Aymavilles, al di sopra del1'omonimo villaggio, che ancora oggi è in ottimo stato di conservazione. La costruzione è molto particolare per le 4 imponenti torri cilindriche e merlate disposte intorno alla struttura centrale. In origine (1287) il castello era costituito solo da un torrione di forma quadrangolare, ai quattro angoli del quale furono aggiunte, nel 1357, altrettante torri circolari. Le facciate in stile barocco furono realizzate all’inizio del Settecento. Nelle vicinanze di Nus si trovano le rovine del Castello di Pilato dove, secondo la leggenda, avrebbe trovato rifugio Pilato dopo essere stato cacciato da Caligola. Mezza diroccata, "asserragliata" su uno sperone roccioso, in posizione strategica sulla Dora Baltea, svetta nel comune di Villeneuve la Fortezza di Chatel-Argent. Spettacolari i ruderi del Castello di Chatelard, che sovrasta il borgo di La Salle. Distrutto nel 1793 dai Francesi, del castello è rimasta la torre a 6 piani.
Paradiso sopra e sotto la neve
I numeri non lasciano dubbi: 878 km di piste, 300 km di tracciati per gli appassionati di fondo, 166 moderni impianti a fune, 1.234 maestri di sci, di cui 144 specializzati per il surf, 54 per il telemark e 114 per 1'insegnamento ai disabili, la Valle d'Aosta è davvero un paradiso per gli appassionati di sport invernali. Dalle discipline tradizionali (sci alpino e nordico), allo sci alpinismo, al free-style, all'eliski, senza dimenticare le più rilassanti, ma altrettanto spettacolari passeggiate fuori pista con le racchette da neve ai piedi. Si scia da novembre ad aprile e, nel periodo estivo, anche a Cervinia. Da sud a nord la regione è attraversata da valli secondarie che si spingono ai piedi dei 4 giganti delle Alpi, il Monte Bianco (4.808 metri), il Cervino (4.476 metri), il Gran Paradiso (4.061 metri) e il massiccio del Monte Rosa dove spicca la Punta Dufour (4.634 metri). Percorrendo l'autostrada A5 Torino-Ivrea, a Pont-Saint-Martin, si trova l'imbocco per una delle valli più caratteristiche della regione: la Valle di Gressoney, dominata dal Monte Rosa. A Gressoney-Saint-Jean (1385 metri), culla dei villaggi Walser e dominata dal pittoresco Castel Savoia, si scia sulle bellissime piste del Weismatten (gran parte delle quali dotate di impianti per l'innevamento artificiale) servite da una moderna seggiovia. La pista nera e i tracciati agonistici Leonardo David rendono il comprensorio ideale per sciatori esperti. Interessante e molto frequentata la pista di fondo, con 5 anelli di media-facile difficoltà, per un totale di 25 km, sulla quale ogni anno viene disputata la gara di Gran Fondo Monterosalauf. Più in alto, al cospetto del gigante Alpi, si trova Gressoney-la-Trinité (1637 metri): gli impianti portano fino ai 3.000 metri del Passo dei Salati, al confine con il Piemonte, e al Colle di Bettaforca, dal quale, con gli sci ai piedi, è possibile arrivare sino a Champoluc, nella vicina Val d'Ayas, godendosi lo stupendo panorama offerto dalle cime del Rosa e del Cervino. Anche gli appassionati di fondo non saranno delusi: in paese e in località Sant'Anna ci sono infatti 2 anelli di 3 km.
Sempre uscendo a Pont-Saint-Martin, ma imboccando la strada statale per Aosta, si arriva nella Valle di Champorcher che conduce all'omonimo paese (1247 metri). La ski area dispone di 5 impianti di risalita e di 2 anelli per lo sci di fondo. Ma la zona è soprattutto molto frequentata dagli appassionati di sci alpinismo che in questa area della Valle d'Aosta trovano diversi percorsi per le loro escursioni. Uscendo a Verrés, pochi chilometri più avanti sulla A5, si sale verso Ayas, sul lato orientale della Valle D'Ayas.
Il paese si trova a 1.710 metri di altezza e offre una straordinaria vista sul Monte Rosa. Il centro turistico offre 18 km di piste, servite da 4 impianti, con numerose piste adatte anche ai principianti. Presso Barsmasc c'è un anello di fondo di 3 km, mentre gli appassionati di sci alpinismo hanno diversi itinerari a disposizione sul colle di Vascoccia. Sempre in Valle D'Ayas, Champoluc (1.570 metri) dispone di numerosi impianti moderni che salgono fino ai 2.672 metri del Colle di Bettaforca per un totale di 48 km di piste, che consentono il collegamento con Gressoney. Da Verres in pochi minuti di autostrada si arriva a Chatillon, porta d'ingresso per la Valtournenche conosciuta soprattutto per Cervinia. All'inizio della valle, sulla sinistra, si scia a Torgnon (1.450 metri), centro ben esposto al sole adatto soprattutto alle famiglie, che dispone di 20 km di piste con discese di facile o media difficoltà, l'8% delle quali con innevamento programmato. Due sono gli ancili per gli amanti del fondo: 1 dispone di 3 piste di livello agonistico (3, 7, 5 e 10 km) e un altro, invece, è adatto anche per chi è alle prime armi e si snoda lungo un percorso panoramico di circa 15 km. Di fronte a Torgnon, sull’altro lato della valle, troviamo La Magdeleine, un tranquillo paese (non a caso quando si entra in paese c'è un chiaro messaggio sul campanile In queste mura oasi di pace, evitate ogni rumore molesto) dove si pratica sia lo sci da discesa sui 5 km di piste dedicate, sia lo sci di fondo. Per gli appassionati di sci nordico, anche principianti, sono motto interessanti alcuni itinerari che si snodano verso Chamois e Promiod. Molto caratteristico, il borgo di Chamois (1.818 metri), l'unico centro sciistico della valle dove si arriva senza auto. Per accedere al paese e alle piste da sci si deve infatti prendere la funivia che collega Buisson a Chamois. Ideale per le famiglie, Chamois dispone di 15 km di piste con la possibilità inoltre di praticare sci di fondo su una pista di 6 km. Salendo ancora si attraversa Valtournenche (1.600 metri), ski-area collegata con Cervinia dal Colle delle Cime Blanche. Valtournenche, località che da il nome alla valle, dispone di 35 km di piste di facile e media difficoltà con tracciati per i più esperti che dalle Cime Blanche arrivano in paese. Gli amanti dello sci di fondo hanno a disposizione 11 km di piste. Il punto d'attrazione della valle è però Cervinia (2.005 metri). Con i suoi oltre 200 km di piste, la ski-area Breul-Cervinia è una delle più grandi delle Alpi e vanta impianti di risalita modernissimi che consentono in pochi minuti di arrivare a Plateau Rosa (3.489 metri) - dove si scia anche in estate e da lì scegliere se sciare sul versante italiano, magari optando per il Ventina, pista di 10 km che sfiora le Cime Bianche, o di scendere fino a Zermatt, in Svizzera. Oltre allo sci da discesa, Cervinia è un paradiso per gli appassionati di snowboard che possono cimentarsi nell'Indian Park, uno degli snow park più belli d'Italia. Proseguendo per la A4 si arriva ad Aosta dove, tramite una cabinovia, si può arrivare a Pila, che comunque è facilmente raggiungibile anche in auto. Pila offre circa 70 km di piste, di cui 8 con innevamento programmato. Dai 1.200 metri di Les Fleurs ai 2.752 metri di Couis. Per gli appassionati di freestyle sono state inaugurate 2 grandi aree: la Pipe Zone, all'arrivo della seggiovia della Nuova e la Slopestyle Zone, un'area lungo la pista del Gran Grimod. Da Aosta ovest si raggiunge in poco tempo Cogne, in Val di Cogne, paese noto soprattutto agli appassionati di sci di fondo. Sempre uscendo ad Aosta ovest si raggiunge la Valsavarenche (1.538 metri.), nel cuore del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Sciare da queste parti dà sempre grandi emozioni per i frequenti incontri con animali selvatici di diverse specie. La pista da discesa vicino a Degioz, il capoluogo, è servita da una sciovia ed è ideale per principianti e bambini, lontano dal clamore delle stazioni più affollate. Qui sono possibili molti itinerari di sci alpinismo, tra i quali quello del Gran Paradiso, noto come una delle più belle discese delle Alpi. Gli appassionati di sci di fondo trovano due bellissime piste perfettamente innevate che si snodano in scenari di rara bellezza. Nella valle successiva, uscendo a Villeneuve, si percorre la Val di Rhemes fino ad arrivare a Rhemes-Notre-Dame (1.696 metri), che ha 3 impianti di risalita per un totale di 5 km di piste: ma la vera attrazione di questa piccola ski-area è l'anello dedicato allo sci di fondo, lungo 15 km che si snoda anche attraverso le pinete.
Stretta fra le montagne del gruppo del Rutor, della Grande Cassière e della Grande Rousse, la Valgrisenche (si raggiunge uscendo ad Aosta ovest) è una fra le valli più nevose della Valle D'Aosta. Valgrisenche, il principale centro della valle, dispone di un comprensorio sciistico di 8 km, ideale per le famiglie e gli sciatori principianti grazie alla conformazione dolce dei pendii. Per i più esperti, appassionati di sci fuori pista o sci alpinismo, Valgrisenche offre ottimi percorsi e l'heliski, con il supporto di guide esperte. Chi non scia può visitare la Mostra Permanente dei draps, tessuti pregiati fatti a mano su appositi telai in legno.
La stagione sciistica di La Thuile, adagiata in una conca soleggiata tra i massicci del Monte Bianco e della Venoise, dominata dal ghiacciaio della Rutor, è collegata alla Francia. Nella Valle del Piccolo San Bernardo, offre piste che salgono fino a 2.642 metri e con gli sci ai piedi si può arrivare in Francia alla stazione sciistica La Rosière. Quindi, alle 33 piste del comprensorio italiano, se ne aggiungono altre 65, per un totale di 150 km di piste. La possibilità di sciare su due versanti delle Alpi con un unico skipass fa di La Thuile una meta ambita per molti sciatori. Per i più spericolati è a disposizione un servizio di eliski che raggiunge le nevi del ghiacciaio Rutor e consente interessanti percorsi fuoripista. Per chi ama il fondo da non perdere l'anello sul pianoro di Petosa, che offre un bel panorama sul Monte Bianco. E’ quest'ultimo a dominare la scena a Courmayeur, località di grande prestigio apprezzata in tutto il mondo.
Culla dell'alpinismo internazionale, cui è dedicato il Museo Duca degli Abruzzi, è anche una straordinaria stazione sciistica che vanta circa 100 km di piste servite da moderni impianti. Si tratta di percorsi adatti a sciatori esperti ma anche ai principianti. Ai più esperti, Courmayeur regala magnifici tracciati per il fuoripista con diverse opportunità: da non perdere la discesa di 20 km lungo la Vallee Blanche che, attraverso il ghiacciaio della Mer de Glace, conduce a Chamonix, con un panorama mozzafiato su decine di vette che superano i 4.000 metri. Per chi ama invece lo sci nordico, vale la pena spostarsi nella vicina Val Ferret, che propone molti percorsi di diverse lunghezze.
Cogne, il top per lo sci di fondo
Il paese, a 28 km da Aosta, nel cuore del Parco del Gran Paradiso, vanta la ski-area più rinomata per gli appassionati di fondo. Il centro di Cogne è affacciato sul grande e lungo prato di Sant'Orso dove è organizzato un campo sci per i bambini che, durante la stagione invernale, si trasforma in una immensa pista di sci nordico con molti percorsi che si snodano sotto le cime della Grivola e del Gran Paradiso, parte dei quali si addentrano nella pineta e nei boschi di betulle.
Gli appassionati dello sci di fondo possono infatti contare su ben 80 km di piste, suddivisi in 14 anelli alcuni dei quali con impianto di illuminazione per lo sci notturno e molti provvisti di impianto di innevamento artificiale. Ogni appassionato può trovare il percorso adatto alle proprie capacità: ci sono infatti 20 km di percorsi facili, 25 di media difficoltà e 35 difficili.
I più allenati non perdano la famosa competizione internazionale “Marciagranparadiso”, gara di fondo che si snoda su un anello di 45 km. Chi invece apprezza lo sci da discesa può contare su 20 km di piste, servite da 6 impianti, sulle pendici del Montzeuc con piste di media difficoltà.
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