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Palermo
Il capoluogo siciliano è una città ricca di contrasti: chiese con mosaici splendenti e leggiadri palazzi barocchi, fiancheggiano facciate fatiscenti, colorate bancarelle e strade a più corsie. Alla periferia della città sorgono il monte Pellegrino con il suo meraviglioso panorama e la località balneare di Mondello con le sue belle spiagge.
Il capoluogo della Sicilia, con i suoi circa 652.000 abitanti, è la quinta città più popolosa d'Italia e la più grande dell'isola, nonché suo centro politico, economico e culturale.
A Palermo hanno sede il parlamento regionale, un arcivescovado e una delle tre università siciliane. L'economia della vivace città portuale si basa soprattutto sul commercio e sull'industria. Agli appassionati di storia e cultura Palermo offre un viaggio nel passato ricco di vicissitudini della Sicilia.
Storia della città
Nell'VIII secolo a.c, i Fenici fondarono su un rilievo un primo insediamento cinto da mura che in seguito si trasformò in una delle principali basi commerciali dell'isola. La città deve tuttavia il suo nome ai Greci, che la chiamarono Panormus (tutto porto) per via della sua ampia insenatura. Durante la dominazione araba, nel corso della quale la Sicilia divenne un emirato indipendente, Palermo conobbe il suo primo periodo di splendore. Nella sua descrizione della città, il viaggiatore islamico Ibn Hauqal si meravigliò delle oltre 300 moschee, dei numerosi bazar, dei giardini ricchi di acque e delle splendenti residenze estive della città. Gli efficienti sistemi di irrigazione e l'introduzione della coltivazione di piante, come gli alberi di limoni o arance, trasformarono l'ampia baia in un giardino fiorito, facendole guadagnare il nome di "Conca d'Oro". L'area che circondava la residenza dei dominatori arabi (Al-Qasr), trasformatasi poi in palazzo dei Normanni, era abitata da oltre 300.000 persone di culture diverse. Al-halisah (la Kalsa), il quartiere fortificato dell'emiro, venne invece eretto sul mare.
La politica di tolleranza religiosa perseguita dagli Arabi venne portata avanti dai Normanni dopo la conquista di Palermo. Mastri costruttori, artigiani e artisti arabi e bizantini rimasero in città, e, insieme ai maestri normanni e lombardi, crearono l'incomparabile stile arabo-normanno che trova la sua massima espressione nella Cappella Palatina e nel Duomo di Monreale. Dopo il periodo di amministrazione centralizzata dello svevo Federico II, e al termine della lotta per il potere tra gli Angiò e gli Aragonesi, le grandi famiglie feudali come gli Sclafani e i Chiaramonte si rafforzarono imponendo un nuovo stile con i loro palazzi simili a fortezze. Tuttavia l'attuale volto della città si deve all’epoca dei viceré spagnoli che nel XVI secolo crearono un primo asse principale prolungando il Cassaro (oggi via Vittorio Emanuele) fino al mare. In seguito a una vera e propria "febbre” edilizia, lungo questa strada principale, sorsero chiese, monasteri e fini i barocchi i cui interni, all'insegna della controriforma, stupiscono il VISITATORE con intarsi marmorei variopinti e ricche decorazioni in stucco.
Dopo l'unificazione italiana la città si ampilò verso nord-ovest lungo il prolungamento di via Maqueda e della parallela via Roma. Imprenditori benestanti fecero costruire leggiadre ville in stile liberty e sorsero moderni quartieri residenziali. Il secondo dopoguerra mise a dura prova Palermo: il centro storico danneggiato prima nel 1943 dai bombardamenti e poi nel 1968 da un terremoto, rischiava di essere completamente distrutto a causa di selvagge speculazioni edilizie. Sempre più abitanti abbandonarono questa zona della città, dove la popolazione scese dai 120.000 abitanti del 1952 agli attuali 27.000. Triste simbolo di questa politica edilizia sbagliata sono i quartieri Zen, costruiti in periferia, e talvolta privi di qualsiasi infrastruttura.
Inoltre su Palermo gravano anche i normali problemi delle grandi città: l'alto tasso di disoccupazione, in particolare tra i giovani, la preponderanza del settore terziario (80%) e il collasso quasi giornaliero del traffico. Tuttavia, da alcuni anni regna un clima di rinascita. Il centro storico è stato dichiarato zona di risanamento. Mentre i palermitani si impegnano a favore di edifici e piazze, il rifiorire di lavori artigianali di antica tradizione contribuisce al lento calo della disoccupazione. E anche le domeniche senza auto hanno avuto un ruolo importante: far scoprire agli abitanti la bellezza della loro città. Dopo 23 anni è stato riaperto il famoso Teatro Massimo dove si esibirono Caruso e Maria Callas, e da alcuni anni ogni estate e inverno si svolge il festival culturale Kals'art, durante il quale hanno luogo spettacoli teatrali, musicali e balletti di rilievo internazionale. Numerosi locali e punti d'incontro animano il centro cittadino, rimasto deserto per decenni. Una "Palermo ritrovata", così venne definita… un motto a cui si cerca di tener fede.
Benvenuti nel portale del Turismo oggi è il 08-09-2008 sono le ore: 13:38:33
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