| Alla
parte vecchia, arroccata sul mare e carica di testimonianze
storiche, si contrappone la zona nuova, con vie ampie
e rettilinee, fitte di negozi.
La città vecchia, arroccata su una penisoletta
“abbracciata” dall’Adriatico e carica
di memorie storiche, è contraddistinta da un
dedalo di strade, stradine e caratteristici vicoletti.
Quella nuova il cui ampliamento progettato agli inizi
dell’Ottocento a sud di Bari vecchia è
noto come Borgo Murattiano si sviluppa su un preciso
disegno a maglie regolari, con vie ampie e rettilinee,
che come punti di riferimento ha la zona industriale.
La Fiera del Levante e lo Stadio di San Nicola.
Il capoluogo della Puglia (320 mila abitanti), ha dunque
innumerevoli motivi di richiamo: la Bari vecchia, protetta
da un’antica muraglia medievale, scrigno di monumenti
bellissimi, e la nuova, ricca di locali e negozi per
lo shopping. Vicino al porto, il vero polo d’attrazione
è la parte sud della città vecchia, tra
piazza del Ferrarese, la vicina piazza Mercantile e
un tratto delle antiche mura sul mare: la zona, pedonalizzata,
ricca di locali, bar, pizzerie e ristoranti di ogni
genere, è molto frequentata, soprattutto nel
periodo estivo, dai turisti e dai baresi. Non distante
da questa zona, la passeggiata lungo le antiche mura
consente di arrivare al fortino medievale di Sant’Antonio,
oggi sede di manifestazioni e mostre, che racchiude
una cappella dedicata al santo protettore degli animali,
soprattutto i maiali, un tempo unica fonte di alimentazione
proteica.
Su Bari, da sempre, incombe una figura,quella di San
Nicola, santo a cui i baresi e la città sono
indissolubilmente legati. Le sue spoglia, arrivate a
Bari da Mira in Asia Minore nel 1087, riposano nella
maestosa Basilica di san Nicola, esempio tra i più
importanti di architettura romanica pugliese.
E’ probabile che l’edificio, la cui costruzione
è iniziata nel 1197, sia stato eretto inglobando
la residenza del catalano, funzionario che, tra il X
e il XII secolo, curò gli interessi dell’Impero
d’Oriente in Puglia. Così lascerebbe intendere
la torre a base quadrata a lato a destra della facciata
che, tripartita da una serie di lesene (pilastri sporgenti
a scopo ornamentale), presenta il tipico coronamento
romanico ad archetti. Di notevole interesse le facciate
laterali, con arcate cieche e portali arricchiti da
splendide decorazioni scultoree. Vale la visita la Sala
del Tesoro di San Nicola che ospita oggetti sacri legati
al culto del santo. Un altro simbolo della storia della
città di Bari è il Castello Normanno Svevo,
di cui si può visitare anche la Gipsoteca dove
si ammira un’interessante raccolta di calchi di
sculture e di frammenti di decorazioni provenienti da
monumenti romanici pugliesi. La Cattedrale è
un altro tra i più importanti monumenti della
città, edificata in onore di San Sabino tra il
XII e il XIII secolo e caratterizzata da un’ampia
decorazione barocca. Da non perdere il museo Diocesano
che conserva significative testimonianze, dagli Exulted
dell’XI secolo rotoli linguistici decorati su
un verso e fitti di preghiere dall’altro, a oggetti
sacri del Sette-Ottocento. Nella città nuova
dei palazzi ottocenteschi originari, rimane ben poco
mentre ben visibili sono le opere del ventennio fascista,
come la Fiera del Levante e il lungomare Nazario Sauro,
dove si incontrano diversi edifici tipici dell'edilizia
pubblica del regime. Tra le vie più importanti
da segnalare Corso Vittorio Emanuele II che, oltre ad
essere nota per il Teatro Puccini, dalle caratteristiche
linee neoclassiche, e per il Palazzo della Prefettura,
è l'asse viario principale che conduce direttamente
nel cuore della città medievale. Vale la visita,
vicino al Lungomare Sauro, la Pinacoteca Provinciale
di Bari. Costituita nel 1928, la Pinacoteca Provinciale
di Bari comprende opere dall'età medievale al
XX secolo. Oltre alle icone pugliesi dei secoli XII-XIV,
la sezione dedicata alle opere del Novecento raccoglie
tele di Morandi, Casorati, De Chirico e Carrà.
Tra masserie e trulli
Il territorio che si estende intorno al capoluogo pugliese,
la cosiddetta Terra di Bari, è costellato da
caratteristici centri che si susseguono sia lungo la
costa sia nell'entroterra. Proseguendo verso nord, sulla
costa, si attraversano suggestive cittadine ricche di
testimonianze artistiche di grande interesse come Molfetta,
con il duomo vecchio che si affaccia sul porto, Bisceglie,
con ben visibili ancora le linee medievali normanne,
Trani, famosa in tutt'Italia per la sua cattedrale,
Barletta, che vanta un magnifico castello. Percorrendo
la costa a sud di Bari si trova Mola di Bari, con il
castello sul promontorio a nord del porto, Monopoli,
con il caratteristico porticciolo che si insinua nel
centro storico. Nell’entroterra, vicino a Putignano
(centro noto per il carnevale), c'è Castellana
Grotte, cittadina nota soprattutto per le sue spettacolari
grotte (cavità carsiche che si sono formate per
l'incessante azione dei fiumi sotterranei) costellate
da una miriade di formazioni stalattitiche e stalagmitiche.
Vale la visita anche Gioia del Colle, dominata dal castello
normanno-svevo dove, al pianoterra, è stato allestito
il Museo Archeologico Nazionale. Uno dei luoghi più
caratteristici della regione, la cui visita è
d'obbligo, è Alberobello, la città dei
trulli, nella Valle d'Itria, dove se ne contano più
di 1.000: sono costruzioni di pietra, formate da una
base circolare o quadrangolare, sormontate da una cupola
a forma di cono con muri "a secco", ovvero
senza l'utilizzo di materiali per il fissaggio. Le chianche
che formavano la cupola venivano incastrate ad arte
creando un equilibrio tale da non richiedere l'uso di
cemento. E arriviamo all'Altopiano delle Murge, che
si estende sotto Bari, costituito da immense distese
agricole punteggiate da paesi che vantano monumenti
artistici di grande rilievo. Come Bitonto, con la cattedrale
romanica, Castel del Monte, dominato dall'omonimo castello
che si staglia nel paesaggio ondulato delle Murge, Andria,
nota per la cattedrale e la chiesa di Sant' Agostino,
Canosa di Puglia, uno dei luoghi più importanti
in passato per la produzione di vasi di terracotta.
Interessanti anche Gravina in Puglia, paese costruito
nella roccia, Altamura, poggiata su un colle alto 467
metri, caratteristica per i claustri, residenze chiuse
composte da un vicolo stretto e da un cortile dove si
affacciano le abitazioni di tufo e pietra, e Bitetto,
sul primo gradino delle Murge, il cui monumento principale
è la cattedrale.
Puglia, origini antiche
A testimoniare le origini antichissime della regione,
rimangono gli oggetti in pietra appartenuti a popolazioni
del Paleolitico inferiore e ritrovati sul Gargano, uno
scheletro e oggetti di 40 mila anni prima di Cristo
rinvenuti in un grotta di Altamura e i resti del femore
di un uomo di Neanderthal scoperti nella grotta di Santa
Croce, a Bisceglie. Altri segni importanti della storia
preistorica pugliese sono le specchie (cumuli di pietre
alti fino a un metro e mezzo di cui però non
si conosce il significato), i dolmen (tombe composte
da lastre infilate nel terreno) e i menhir (monoliti
a forma di parallelepipedo). Nel II millennio a.C, nella
terra di Puglia si insediarono popolazioni micenee (japigi,
dàuni, peucezi, messapi) e colonie greche. Dopo
le guerre sannitiche e pirriche, Roma ridusse a città
federate centri pugliesi. Con la caduta dell'impero,
la regione venne devastata a seguito delle dispute tra
bizantini, longobardi e arabi, fino ai normanni, che
imposero una rigida monarchia. Con gli svevi e Federico
II sorsero nuove città, con castelli e cattedrali.
Il periodo successivo è caratterizzato dalle
lotte tra Angioini e Aragonesi e dalla minaccia turca.
Il Settecento è il momento dei Borboni, dinastia
che regnava in Spagna e Francia, che segna un grande
rilancio economico e artistico. Lo sviluppo non si arresta
durante il breve periodo napoleonico (1806-1815): le
città si ingrandiscono, trasformandosi in borghi,
uscendo dai limiti delle mura medievali.
Tra storia e leggenda
San Nicola visse nel IV secolo a Mira, in Licia (Asia
Minore). E questa è una delle poche certezze
sul santo mentre abbondano i particolari leggendari.
Come i suoi prodigi: divenne santo protettore dei naviganti
per aver calmato una tempesta durante un viaggio verso
i luoghi santi, protettore dei fanciulli per avere resuscitato
tre bambini tagliati a pezzi e per aver liberato un
ragazzo rapito dai pirati. Vista la popolarità
del suo culto, diffusa in tutto l'impero bizantino e
anche in Italia, quando la Licia nel secolo XI fu occupata
dai turchi, i veneziani decisero di recarsi in quella
regione per impadronirsi delle sue spoglie. Gli uomini
della Serenissima furono preceduti da una spedizione
di marinai baresi che rientrò in patria trionfalmente
il 9 maggio 1087 con le spoglie del santo, Ogni anno,
il 7-8 maggio, a Bari si ricorda questo momento: la
sera della vigilia un corteo segue un veliero che trasporta
una grande immagine del santo. Il giorno successivo
la statua del santo è portata al largo con un
peschereccio per ricevere le visite dei fedeli. |