Prenotazioni voli e vacanze per la Basilicata a prezzi scontati

HOME PAGE
CONTATTACI
SFONDI
PRENOTAZIONI
MAPPA DA SATELLITE
SMS GRATUITI
INCONTRI ONLINE
PARTNER

Offerte viaggi


Basilicata
Anticamente chiamata Lucania, dal latino lucus, perché terra di boschi, o forse perché abitata dai Liky, antico popolo dell'Anatolia, questa suggestiva regione dell'Italia meridionale di 600 mila abitanti fu per la prima volta chiamata Basilicata in un documento del 1175, derivando probabilmente il suo nome da Basiliskos, amministratore bizantino. Bagnata da due mari, lo Ionio a sud est e il Tirreno a sud ovest, è per gran pane collinare-montuosa con vette che superano i 2.000 metri. Le pianure occupano solo una minima parte dell'intera estensione (circa l’8%) con la più estesa, la piana di Metaponto, che si estende nella parte meridionale della regione, lungo la costa ionica. Oltre all'indiscutibile bellezza del paesaggio naturale, punteggiato di verdi colline e crinali di montagne tra cui si scorgono suggestivi paesini, la Basilicata è un terra ricca di storia, i cui segni sono ancora visibili nelle sue città. A cominciare da Potenza, il capoluogo, il cui caratteristico centro storico è percorso dalla stretta via Pretoria che conduce al castello del XVI secolo di cui oggi rimane soltanto la torre. Parallela a via Pretoria è la cosiddetta Via Sacra delle Chiese dove, tra cunicoli e viuzze, si scorgono diversi edifici religiosi, come la romanica chiesa di San Michele del XII secolo, che domina il borgo di Santa Lucia, con i caratteristici vicoletti e le case in pietra, o la duecentesca chiesa di San Francesco. Imponente il duomo di San Gerardo, nella parte alta della città, edificio del XII secolo inizialmente dedicato alla Beata Vergine Assunta e successivamente intitolato al patrono di Potenza San Gerardo. Sempre in centro vale la visita Palazzo Loffredi, che ospita il Museo Archeologico Nazionale dove sono esposti materiali e reperti appartenenti al periodo compreso tra l'era paleolitica e l'età romana. I ritrovamenti, che provengono soprattutto dalla zona del Metapontino, sono costituiti principalmente da statuette, bronzi, ceramiche e armi tra cui il famoso elmo corinzio ritrovato nel 1921 a Vaglio.
Tra i Sassi di Matera...
L'altra provincia della Basilicata è Matera, famosa per il suggestivo centro storico, e in particolar modo per i suoi quartieri più caratteristici, il Sasso Caveoso e il Sasso Barisano che con il rione Civita formano il complesso dei Sassi di Matera, dal 1993 inclusi dall' Unesco nella lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità. I Sassi sono insediamenti rupestri che si sono sviluppali a partire dall'Alto Medioevo lungo le ripide pareti di tufo scavate dal torrente Gravina. Furono i monaci benedettini e i monaci greci a vivere in queste grotte, già utilizzate dagli uomini preistorici. La visita ai Sassi è molto suggestiva: ci si ritrova immersi in un luogo senza tempo, con le facciate dei Sassi bianche e candide viuzze scavate nella roccia.
Nel quartiere del Sasso Caveoso vale la visita il Museo Antropologico Casa Grotta, mentre nel Sasso Barisano è allestito il Museo della Civiltà Contadina. A "cavallo" dei due Sassi, nella Civita, svetta la cattedrale di Matera, voluta dall'arcivescovo Andrea e terminata nel 1270, in stile romanico-pugliese, con impianto esterno a tre navate, di cui quella centrale più alta. Sin dalle origini di Matera, nella Gravina e nella Murgia, si sono sviluppate numerose comunità religiose (dai benedettini ai monaci brasiliani), i segni della cui presenza sono numerosi luoghi di culto come chiese rupestri (cripte, eremi e cenobi). Se ne contano circa 150, molte delle quali si trovano nelle vicinanze di piccoli insediamenti rurali e altre nel Sasso Caveoso. Questi luoghi di culto sono oggi inseriti all'interno del Parco Regionale Archeologico Storico Naturale delle chiese rupestri del materano, che si estende su 6.000 ettari fra i tenitori di Matera e Montescaglioso. Fra le più importanti del Sasso Caveoso ricordiamo: Santa Lucia alle Malve, Madonna de Idris e San Giovanni in Monterrone, Convincinio di Sant'Antonio. A Matera vale inoltre la visita il Museo Nazionale che ospita oggetti legati alla storia della città e della regione. Sulla collina del Lapillo, che domina il centro storico, svetta il castello Tramontano, costruito nel XVI secolo per volere del Conte Giancarlo Tramontano, padrone delle terre, che rimase incompiuto per l'uccisione del conte. In stile aragonese, fu ideato con lo scopo di difendere la città dai nemici, lungo il tratto più esposto: con i suoi 3 torrioni e la cinta muraria che avrebbe dovuto comprendere 12 torri.
Un terra ricca di castelli
Parte del territorio della Basilicata è custode di castelli che risalgono al dominio degli Angioini, dei Normanni e dei Borboni. Alcuni sono ancora ben conservati, di altri invece si possono ammirare i ruderi o solo torri isolate. In provincia di Potenza, il castello di Melfi è sicuramente uno tra i più noti. Nelle sue sale è ospitato il Museo Archeologico Nazionale, che conserva numerosi reperti archeologici. Se il più famoso è quello di Melfi, il più bello è sicuramente il castel Lagopesole, ad Avigliano. Posto su un'erta salita, è l'ultimo dei manieri edificati dall'imperatore Svevo, tra il 1242 e il 1245 con pianta rettangolare, torrioni d'angolo leggermente sporgenti e ingresso stretto fra due torri binate. Imponente e in ottimo stato, il castello aragonese di Venosa che introduce alla cittadina, a guardia di una piazza di interessante impianto urbanistico. Tra i manieri del Materano, interessante il possente castello di Bernalda, del 1470, costruito per volere di Bernardino de Bernardo, fondatore del paese. A Miglionico, il paese è dominato dalle mole del suo castello, detto del Malconsiglio, costruito dai Normanni nell'XI secolo con torri quadrate laterali. E’ alta ben 30 metri la torre cilindrica di Tricarico, unica superstite di un grande castello i cui resti sono tipici dell'abitato difensivo degli Angioini. Arroccato su un promontorio visibile da tutta la vallata, il castello di Valsinni fu edificato agli inizi dell'anno Mille su una preesistente fortificazione longobarda e per lungo tempo abitato dalla poetessa Isabella Morra.
Stretta fra il Tirreno e lo Ionio
Bagnata da due mari, Tirreno e Ionio, la Basilicata offre in totale circa 70 km di coste. La costa tirrenica lucana, lunga 30 km, compresa tra Punta di Crivi, a nord di Acquafredda, e la Spiaggia d'a Gnola, a sud della secca di Castrocucco, è un susseguirsi di colline ammantate di boschi che digradano verso il mare e di rocce strapiombanti. Il litorale è ricco di insenature, con spiagge di ghiaia o sabbia finissima, isolotti e promontori con fondali marini profondi, meta ideale per gli appassionati di escursioni subacquee. In questo paesaggio selvaggio di straordinaria suggestione non mancano stazioni balneari ben attrezzate fra cui una delle più note e frequentate è Maratea, dove il mare è uno dei più puliti in Italia anche grazie ai depuratori di cui è dotato il centro, tra i più all'avanguardia in Europa. Il litorale di Maratea è disseminato di una miriade di caratteristiche spiaggette, fra cui quella di Punta Santa Venere, e grotte, spesso scavate nella roccia dal mare, molte delle quali presentano ancora i segni inequivocabili della presenza dell'uomo nella preistoria. In località Marina ce ne sono diverse: la suggestiva Grotta di I Monacelli, dall'intensa colorazione azzurra dovuta all'effetto della luce rifratta da una cavità subacquea, la Grotta dei Pipistrelli cui si accede solo con la barca, la Grotta di Judia, raggiungibile sia in barca sia a piedi. Spettacolare la Grotta del Sogno, con un grande ingresso a sperone sul mare, e suggestiva a Punta Caina la Grotta delle Cetroselle. A Maratea, il centro medievale, un dedalo di viuzze sulle quali prospettano molti negozi, c'è una grande concentrazione di edifici di gran valore artistico, soprattutto chiese: non per niente Maratea è nota come la città delle 44 chiese. Altra caratteristica di Maratea è la imponente statua del Cristo Redentore, alla 21 metri e seconda per dimensioni soltanto a quella di Rio de Janeiro. Dalla cima del Monte San Biagio, la grande statua domina il litorale offrendo uno spettacolare scorcio anche verso l'entroterra. Sotto la cima, "aggrappati" a un fianco del monte, sono ancora ben visibili i ruderi dell'antico borgo del castello, e a lato della statua del Cristo Redentore vale la visita il Santuario di San Biagio, con portico rinascimentale a tre archi e splendido interno in cui trova spazio una cappella barocca del 1619 e un bassorilievo marmoreo del XVIII secolo.
Ampie spiagge sullo Ionio
Lunga circa 35 km, la costa Ionica si snoda da Metaponto sino a Nova Siri e presenta caratteristiche nettamente opposte a quella tirrenica, con vasti arenili di sabbia finissima giallo-dorata e ampie spiagge di ciottoli nel tratto di litorale più a sud. Metaponto e Policoro, città della Megale Hellas (Magna Grecia), nate nel VIII secolo a.C., sono sicuramente le località più note della costa. Metaponto, nel comune di Bernalda, si sviluppa tra le foci del Bradano e del Basente, ha arenili molto ampi e frequentati, caratteristici per la presenza del Pancratium maritimum, o giglio di sabbia, che dà a queste spiagge un aspetto molto particolare. L'area della stazione ferroviaria è molto caratteristica perché in passato era una grande masseria fortificata. A Metaponto vale la visita il Museo Archeologico Nazionale che grazie alla vasta mole di reperti rinvenuti nella zona, documenta lo sviluppo del sito su cui sorse l'insediamento greco. Interessante anche il tempio dedicato ad Apollo. Likeios, ritenuto da molti il monumento funebre del filosofo Pitagora, costituisce il principale edificio religioso dell'antica Metaponto. A circa 3 chilometri dalla cittadina sorge il maestoso tempio di Hera o delle Tavole Palatine che da una collina alla destra del fiume Bradano domina la valle sottostante. La costa davanti a Policoro, piccolo borgo rurale, è molto simile a quella di Metaponto con ampie distese di sabbia e fondali poco profondi. Il mare è pulito e le coste incontaminate, tanto che su queste spiagge, verso la foce del Sinni, si riproducono le tartarughe marine Caretta caretta. A Policoro vale la visita il Museo Archeologico Nazionale della Sitiride, dedicato alle colonie greche di Siris e di Heracleia, e al mondo italico delle vallate dell'Agri e del Sinni, con reperti raccolti negli abitati e nelle necropoli, come la Tomba di Policoro.
Tra pini secolari e... lupi
Con i suoi 192.565 ettari, il Parco del Pollino è la più grande area protetta d'Italia che si estende tra la Basilicata e la Calabria. Tra questi monti le vette più alte sono Monte Pollino (2248 m) e Serra Dolcedorme (2.267 metri) svetta nelle zone rocciose più impervie, modellato da vento e gelo, il pino loricato, conifera che può raggiungere 40 m di altezza. Emblema del parco, è un albero con corteccia a scaglie lucenti (le loriche), con rami bianco-grigiastri e aghi verdi. La vegetazione del parco si distingue per la ricchezza delle varietà: fine a 700-800 mt prevalgono quelle tipiche della macchia mediterranea (leccio, lentisco, ginepro, mirto, corbezzolo, acero minore eco.); oltre gli 800 mt e fino ai 1.100 mt vivono diverse varietà di quercia, il cerro, il farnetto, spesso in associazione a boschi di carpino, castagno e ontano napoletano; fino a 2.000 mt prevale la faggeta; più in alto, domina la scena il pino loricato. Anche dal punto di vista faunistico l'area è fra le più rilevanti di tutto l'Italia meridionale. Fra gli insetti, interessante Bupestris splendens, coleottero rarissimo; gli anfibi comprendono diverse specie, tra cui il tritone crestato e l'ululone dal ventre giallo; varia è l'avifauna con esemplari di coturnice, il raro picchio nero, le 5 specie di allodola italiana e 12 di rapaci, tra cui la l'aquila reale; tra i mammiferi vive nel parco una consistente popolazione di lupo, il gatto selvatico, la martora, la lontra, il capriolo. Tra i roditori va citato il dromo, un piccolo gliride.
Benvenuti nel portale del Turismo oggi è il 04-07-2008 sono le ore: 06:14:15
Turismo 3000 © 2006 - 2008 by Jonny U.D. Tutti i diritti riservati - Vietata la copia parziale o totale senza autorizzazione Altri Partner