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Isole Cook (Polinesia)
Posizione geografica
L'arcipelago delle Isole Cook si estende su una superficie di 2 milioni di km2 nell'Oceano Pacifico, esattamente al centro del triangolo polinesiano del Pacifico del sud. Le 15 isole che compongono l'arcipelago confinano a ovest con il Regno di Tonga e delle Isole Samoa e, a est, con Tahiti e le Isole della Polinesia Francese. Si trovano circa 3.015 km a nord-est di Auckland, 4.985 km a nord-est di Sydney e 5.815 km a sud-est di Port Moresby, in Papua Nuova Guinea.

Le 15 isole sono divise in due gruppi, uno settentrionale e uno meridionale, separati da ben 1.000 km di mare. Il gruppo meridionale, costituito in gran parte da isole vulcaniche emerse in tempi recenti, è in realtà un proseguimento della catena delle Isole Tubuai, appartenenti alla Polinesia francese, mentre il gruppo settentrionale è formato da atolli corallini più antichi. L'isola più grande è Rarotonga (67 km2) e la più piccola è Suwarrow (0,4 km2). Il paesaggio varia da quello montuoso di Rarotonga ai banchi corallini e agli atolli quasi piatti, che sono invisibili da lontano e vengono sommersi dalle onde più grandi.
Sugli atolli del gruppo settentrionale di solito il terreno coltivabile è scarso e poco fertile, quindi c'è ben poca vegetazione al di fuori delle palme da cocco.
Governo
Le Isole Cook sono una democrazia parlamentare, dotata di un autogoverno e in libera associazione con la Nuova Zelanda. Secondo lo statuto possono divenire del tutto indipendenti in qualsiasi momento con un semplice atto unilaterale. La difesa è gestita dalla Nuova Zelanda, con obbligo di consultazione, mentre la politica estera è indipendente.
Clima
E’ piacevole per tutto l'anno. L'entroterra montuoso di Rarotonga riceve maggiori precipitazioni, ma in qualunque periodo dell'anno, può capitare che piova per una settimana di seguito. La stagione delle piogge dura da dicembre a marzo e coincide con il periodo più caldo (le isole si trovano a sud dell'equatore). A febbraio la temperatura media diurna raggiunge i 29°C. I mesi più freschi sono quelli compresi tra giugno e settembre, quando la temperatura media diurna scende a 25°C. La stagione dei tifoni dura da novembre a marzo, ma gli uragani violenti sono rari e si verificano in media soltanto ogni 20 anni.
Lingua
Maori e inglese.
Religione
Cristiana.
Documenti
Passaporto in corso di validità per almeno tre mesi a far data dal rientro. Il visto è richiesto per soggiorni superiori ai 30 gg.
Moneta
Dollaro della Nuova Zelanda (NZD). 1 NZD = €0,51 1 € = 1,93 NZD circa. Solo nelle Isole principali viene effettuato il servizio di cambio. Pertanto si consiglia di cambiare tutto il denaro a Rarotonga. Con i Travellers' cheque si ottiene il 4% in più rispetto al cambio della valuta.
Elettricità 240 volt, 50 hertz.
Fuso orario
Meno 11 ore con l'ora solare, meno 12 ore con l'ora legale
Telefonare
Per chiamare dall'Italia alle Isole Cook 00682 + numero dell'abbonato. Per chiamare dalle Isole Cook in Italia 0039 + prefisso locale con lo O + numero dell'abbonato.
Sanità
La situazione sanitaria è buona e non sono richieste vaccinazioni particolari anche se il tifo è comunemente segnalato; si riscontra l'epatite A, e l'epatite B è endemica. Si raccomanda comunque di mangiare solo cibi cotti di recente, bere solo acqua e bevande sigillate o in lattina, non comprare cibi e bevande da venditori ambulanti ed evitare il ghiaccio. Le isole principali hanno ambulatori e studi medici. Gli hotel hanno in genere un pronto soccorso per curare piccoli incidenti. Non ci sono serpenti o ragni velenosi.
Descrizione del posto
Su di un area grande quanto l’Europa occidentale, l’arcipelago delle Isole Cook è formato da atolli corallini di antica origine e da fertili isole dì natura vulcanica emerse in tempi più recenti.
Nel cuore del triangolo polinesiano del Pacifico meridionale, a circa 3.015 chilometri dalla costa neozelandese e a 4.985 chilometri da quella australiana, lo spettacolare arcipelago delle Isole Cook è formato da 15 piccole isole disseminate su un territorio marittimo di circa 2 milioni di km2, un'area grande quanto l'Europa occidentale! Le terre emerse
coprono una superficie di 240 km2 su cui vivono 18 mila persone (secondo una stima del 2005). Scoperto dal comandante James Cook nel 1773, l'arcipelago è diviso in due gruppi separati da un braccio di mare largo 1.000 chilometri: quello settentrionale, di origine corallina, include le isole Penrhyn, Rakahanga, Manihìki, Pukapuka, Nassau e Suwarrow, mentre quello meridionale, di origine vulcanica, comprende le isole Aitutaki, Mitiaro, Manuae, Ma'uke, Takutea, Atiu, Mangaia e Rarotonga.
Viaggio nel paradiso
Arrivando alle Isole Cook con l'aereo si è accolti immediatamente da un panorama stupefacente: le isole appaiono come una manciata di smeraldi lanciati nelle acque blu cobalto dell'oceano. Una volta atterrati il paesaggio è ancora più suggestivo: palme rigogliose e grandi fiori profumati bordano spiagge bianche bagnate da acque cristalline. Per andare alla scoperta di questi paradisi si parte da Rarotonga, nelle Cook meridionali, l'isola più grande e più turistica dell'intero arcipelago dove arrivano i voli internazionali. Qui si trova Avarua, capitale delle Isole Cook e città principale di Rarotonga, posta al centro della costa settentrionale dell'isola. Fino a pochi anni fa era un piccolo e sonnolento villaggio di pescatori; poi, nel 1992, è stata completamente ristrutturata e oggi si presenta come una cittadina piacevole, dotata dei servizi turistici essenziali e di un porto. Valgono la visita la Library & Museum Society, per consultare i tanti volumi sul Pacifico, che formano una ricca collezione, e anche un piccolo museo con oggetti in vimini, tessuti, strumenti musicali e fotografie. L'isola vanta coste piatte e sabbiose e spiagge fra le più belle al mondo, concentrate sopratttto sulle coste orientali e meridionali. La più famosa (di tutto l'arcipelago) è sicuramente la spiaggia di Muri, una striscia di sabbia candida e fine come talco bagnata da acque trasparenti e calde, ottimamente attrezzata e servita da bar, ristoranti e alberghi. L’isola è tutta da scoprire e il modo forse più emozionante per ammirare le sue bellezze mozzafiato, è un tour a bordo di un piccolo aereo da turismo.
Maori e dintorni
Gli abitanti delle Isole Cook sono polinesiani, ossia abitanti delle molte isole, poli, del Pacifico meridionale, e sono di etnia maori, lontanamente imparentati con i maori neozelandesi. Più del 90% della popolazione è costituita da appartenenti a questa etnia mentre la quota residua è costituita da piccole minoranze di europei, neozelandesi, indiani, cinesi e persone originarie delle Fiji. La lingua locale è il maori delle Isole Cook, lontanamente imparentato con quello neozelandese e gli idiomi polinesiani di Tahiti e delle Hawaii. Nella realtà però, tutti parlano un inglese fluente. Anche se il maori è capito e parlato da tutti, ogni isola possiede poi un dialetto proprio. Gli abitanti delle Isole Cook hanno fama di essere i migliori danzatori di tutta la Polinesia, tanto che alcuni esperti li considerano ancora più bravi dei ballerini tahitiani. Le danze delle Isole Cook sono notoriamente sensuali e per tradizione vengono eseguite in onore di Tangelo, dio della fertilità e del mare. Ogni occasione è buona per danzare, ma i momenti più belli sono le frequenti island night, durante le quali le prosperose danzatrici invitano gli impacciati turisti a salire sul palco per unirsi al ballo. Si conosce assai poco della religione praticata prima dello sbarco degli europei, a parte il fatto che si basava sul culto di 71 divinità che vivevano in 12 differenti cieli, 7 sopra il sole e 5 sotto di esso, più un dominio sotterraneo. Si presume che ciascun cielo fosse sede di particolari divinità e spiriti. Gli sforzi compiuti dai missionari per cancellare queste credenze hanno avuto l'esito sperato e oggi la maggior parte degli abitanti è di fede cristiana.
Aitutaki, One Foot Island
A nord di Rarotonga, l'isola, poco più di un atollo nato dall'eruzione di un vulcano, viene chiamata così per via del suo profilo che assomiglia molto all'impronta di un piede. L'isola è di bellezza mozzafiato: spiaggie di sabbia abbagliante bagnate da acque trasparenti si rincorrono lungo le sue coste, un interno rigoglioso attraversato da sentieri di terra rossa che si snodano fra piante di papaia e di maranta di mango e di manioca, piantagioni di banane e di frutta tropicale, alternate a foreste e boschi di cocco. Ma ciò che rende l’isola famosa in tutto il mondo è la sua magnifica laguna: triangolare, dalle acque indaco, verde-giada e turchese punteggiate di banchi di sabbia, barriere coralline e 21 motu (piccole isole), regala il panorama più affascinante di tutto il Pacifico meridionale (la vista più spettacolare la si gode dalla cima del monte Maungapu). Fra i motu più belli della laguna, da non mancare Maina, ideale per fare snorkelling e avvistare i nidi dei fetonti, e Tapuaetai, o Isola di un piede, con una spiaggia splendida e fantastiche acque turchesi. La bellezza dei suoi paesaggi, comunque, non è l'unica attrattiva di Aitutaki. L'isola è interessante anche dal punto di vista storico: qui si possono ancora visitare alcuni marae, luoghi adibiti ai raduni religiosi prima dell'arrivo degli europei (vicino alla costa sud-orientale si trovano alcuni marae di basalto nero, molti dei quali sono tra i più grandi di tutto l'arcipelago e ciascuno con un proprio nome). Il villaggio principale di Aitutaki è Arutanga, una località che non ha molto da offrire al visitatore: c'è solo una chiesa semidiroccata, risalente al 1828, la più vecchia delle Isole Cook. Le strade dell'isola sono perlopiù sterrate e le distanze brevi. Per spostarsi verso l'interno ci sono minibus che fanno corse frequenti oppure biciclette o moto a noleggio.
L'arcipelago delle meraviglie
E le meraviglie di questo angolo remoto di Polinesia sono davvero tante. A cominciare da Atiu, un isolotto che, oltre a una natura intatta e selvaggia, offre alcune caverne che sbucano dal fitto di foreste lussureggianti e soprattutto alcune fra le spiagge più belle dell'arcipelago. Come la Tongaroro Beach e la Orovaru Beach, piatte e di sabbia fine e bianca. Chi invece preferisce le scogliere, deve spostarsi nella zona di Pari Aniu a nord-est dell'isolotto (le coste orientali e meridionali sono invece pericolose per via dell'alta marca). Nel tratto di costa nord orientale che si snoda fra Tarapaku Landing e Oneroa Beach, si possono visitare (ma solo quando il mare è calmo) le Three Grottoes, impressionanti caverne naturali. Val la pena visitare anche l'interno seguendo una strada sterrata che attraversa piantagioni, campi di taro e di papaia, makatea, foreste litorali e un lungo muro, il Vairakai Marae, costruito con 47 grandi pietre di calcare.
Le isole minori
Nell'arcipelago meridionale, a nord est di Rarotonga, val la pena fare un'escursione all'isola Ma'uke dove si possono ancora vedere le antiche abitazioni che furono costruite dai navigatori cileni un tempo frequentatori abituali dell'isola. Secondo la leggenda, pare che gli abitanti dell'isola, oltre alle frequenti visite dei cileni, abbiano dovuto sopportare anche le incursioni degli abitanti di Atiu attratti dalle bellissime donne di Ma'uke (se le donne erano di loro gradimento le sposavano, in caso contrario le mangiavano). Mangaia, la più meridionale delle isole Cook, fu avvistata per la prima volta dal capitano Cook nel 1777 ed è un lembo di terra meraviglioso. Dominata dal Rangimotia, una collina alta 169 mt, è circondata dalla barriera corallina.
Paradiso a pelo e sotto l'acqua
Le acque che circondano le Isole Cook sono calde tutto l'anno e soprattutto offrono una visibilità eccellente anche a parecchi metri sotto il pelo dell'acqua. Per questo sono ideali per chi ama fare immersioni e snorkelling. Le agenzie cui rivolgersi per le uscite in mare o anche solo per noleggiare le attrezzature sono concentrate a Rarotonga. Moltissimi e tutti spettacolari i luoghi per le immersioni, di cui 40 si trovano nelle acque attorno a Rarotonga. Fra questi i migliori sono Maritime Reefer, un peschereccio affondato nelle acque di Rarotonga nel 1981 e ora adagiato a 24 metri di profondità. Diviso in due tronconi, il relitto è ora habitat di una folta colonia di lionfish e murene giganti. Imperdibili anche The Pinnacles, formazioni rocciose che spuntano dal fondale a 22 metri di profondità, la Mushroom Forest, paradiso delle aquile di mare, e il sito dove giace il Mataroa, un cargo di 45 metri adagiato a 20 metri di profondità.
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