| La
capitale della Germania è una città in
continua evoluzione che attira turisti e artisti da
ogni parte del mondo. Qui si inventano nuovi stili di
vita, si ammirano le ultime tendenze architettoniche,
si respirano culture nuove.
Berlino, una città in continua evoluzione, in
perpetua crescita, dove tutto è fortemente concreto.
Berlino che vive, respira e si ciba di arte, novella
Mecca degli stili creativi, tanto da essere definita
tempio dell'arte contemporanea. Metropoli capace di
attrarre milioni di persone da tutto il mondo ogni anno.
Promotrice di nuovi trend, ma anche fulcro della memoria
e della storia. I cantieri di costruzione e ristrutturazione
che ne hanno ridisegnato l'aspetto esterno, le hanno
forse donato anche una nuova anima che mantiene solide
radici nel passato ma è proiettata a ritmi sempre
più frenetici verso il futuro. Tracce di un tempo
trascorso che cercano compromessi con le sperimentazioni
di design e le innovazioni volute dai grandi dell'architettura
internazionale. Ma Berlino ricorda e vuole custodire,
e nei suoi 175 musei sono raccolte tutte le forme e
le testimonianze del passaggio dell'umanità nella
storia. Il percorso alla scoperta di questa capitale
non può che cominciare dal quartiere del Mitte,
vero e proprio centro della città, e da Unter
den Linden, asse che collega da est a ovest la Porta
di Brandeburgo alla Museuminsel, l'Isola dei Musei,
dichiarata dall'Unesco "Patrimonio dell'Umanità".
I cinque musei che trovano qui la loro sede (Pergamonmuseum,
Altes Museum, Alte Nationalgalerie e Bode Museum), sono
stati anch'essi oggetto di importanti interventi di
recupero. L'ultimo ad essere inaugurato, nel mese di
ottobre del 2006, è stato il Bode Museum. Dopo
sei anni di lavori sotto la direzione dell'architetto
viennese Heinz Tesar, l'edifico neobarocco riapre ai
visitatori di tutto il mondo le sue sale e lascia ammirare
la sua splendida collezione di monete e medaglie e un'esposizione
di statue tra le più ricche al mondo. Nelle immediate
vicinanze si trova il Deutsches Historisches Museum,
il Museo di Storia.
La nuova ala realizzata da Leoh Ming Pei, l'architetto
che ha anche progettato la Piramide del Louvre, colpisce
per le sue sinuose curve di vetro che si integrano perfettamente
con l'elegante e barocca Zeughaus, sede principale del
museo stesso. A sud della porta di Brandeburgo, vegliato
dall'alto dalla Quadriga guidata dalla Vittoria, si
trova il Memoriale degli Ebrei assassinati d'Europa.
Progettato dall'architetto Peter Eisenman e inaugurato
nel 2005, il monumento si presenta al visitatore come
una spianata di 2.711 steli di calcestruzzo, un labirinto
accessibile e percorribile da qualunque lato. La scelta
di posizionarlo proprio al centro del quartiere sede
del Parlamento e del governo, in prossimità di
ambasciate, centri culturali e commerciali, mette in
evidenza che il Memoriale si rivolge sia allo Stato
sia alla società civile, quale monito perpetuo
a non dimenticare. Poco lontano, immediatamente a nord
della porta di Brandeburgo, svetta la cupola di vetro
del Reichstag, vanto del brillante restauro condotto
da Sir Norman Foster e tappa obbligatoria per chiunque
decida di visitare la città. Al suo centro, un
imbuto rivestito di specchi riflette la luce verso gli
uffici sottostanti, in un giocoso rimando di immagini
e proiezioni. A sud, costeggiando il Tiergarten, polmone
verde di Berlino, tappa obbligatoria al Berlin Filmmuseum,
in Potsdamer Strasse. Questo grande spazio espositivo
che accoglie l'intera Collezione Marlene Dietrich, è
situato all'interno della Filmhaus del Sony Center ed
è la sede principale del Festival Internazionale
del Cinema di Berlino. Il Tiergarten, che prende nome
proprio dal grande parco verde, è il quartiere
commerciale della città, un tripudio di attrazioni
architettoniche, come Potsdamer Platz, di musei e delle
gallerie del Kulturforum. Nei ruggenti anni '20, Potsdamer
Platz era il cuore pulsante della città; più
tardi, durante i bombardamenti degli Alleati, venne
completamente rasa al suolo. Nel periodo della Guerra
Fredda, divenne terra di nessuno, per metà da
una parte del Muro e per metà dall'altra, né
est, né ovest. Nel progetto di riunificazione
delle due Germanie, è stata concepita come una
nuova area urbana, legame tra Leipziger Strasse a est
e il Kulturforum a ovest. Potsdamer Platz è oggi
un incrocio aperto che sembra spalancarsi al cielo.
L’accesso ai vari quartieri circostanti è
marcato da funambolici edifici di vetro e cemento, moderne
torri di guardia ideate dal gotha dell'architettura
internazionale, che si stagliano imponenti ai margini
della piazza in una cacofonia di stili diversi e colori.
Non c'è forma geometrica e strutturale che non
sia stata sperimentata e messa in opera: gli edifici
a corte progettati dall'architetto milanese Giorgio
Grassi e l'elegante stratificazione di vetro ideata
da Renzo Piano, fanno da contraltare alle seducenti
curve traslucide del Sony Center. Creato da Helmut Jahan,
questo è un edificio gigantesco e complesso che
racchiude un intero quartiere. Al suo interno, sormontata
da una cupola di vetro e ferro a forma di Monte Fuji,
è custodita un'immensa piazza ovale, il Forum,
un nucleo di intrattenimento urbano con appartamenti,
uffici e negozi, e ovviamente la sede europea della
Sony. In questo mirabolante alternarsi di grattacieli,
spicca il Kaisersaal Café del vecchio Grand Hotel
Esplanade. Quando nel 1996 cominciarono i lavori di
allargamento di Potsdamer Strasse, si presentò
la necessità di spostare in blocco il Café,
e così la sua lussuosa hall venne "traslocata"
interamente di 75 metri e integrata all'interno del
condominio su Bellevuestrasse. Ovviamente il Muro che
prima del 1989 separava questi spazi, non esiste più.
A perenne ricordo, solo un tratto che si riflette nei
vetri dei grattacieli. I suoi graffiti sono ancora attorniati
da turisti che scattano fotografie e acquistano souvenir.
Negli ultimi anni, il restyling della città ha
portato alla completa ristrutturazione di 25 musei.
Solo quest'anno, oltre al Bode Museum, sono stati inaugurati
anche il DDR e il The Kennedys. Per i nostalgici della
moda e del design dell'ex Germania Est, nelle vicinanze
dei resti del Palast der Republik, il DDR Museum, con
i suoi 400 mq di spazio espositivo, mostra la vita quotidiana
della Repubblica Democratica Tedesca, nei suoi più
diversi ambiti. Oggetti rigorosamente dell'epoca fanno
bella mostra di sé: dall'abbigliamento alla cultura,
dall'istruzione ai media, alle vacanze e molto altro,
regalando al visitatore un prezioso affresco di atmosfere
oramai lontane. Infine, in Pariser Platz, il The Kennedys
Museum propone una ricca documentazione fotografica
sulla famiglia americana più famosa e discussa
al mondo. Nonostante tutti i risultati ottenuti e le
ambiziose scommesse vinte dal 1989 ad oggi, Berlino
cerca ancora un punto di incontro, di conciliazione.
Forse non più tra est e ovest, sicuramente tra
passato e futuro. |