| Sulla
costa atlantica dell’ Africa Australe, la Namibia
è un Paese dalla bellezza spettacolare. I suoi
825.336 km2 di territorio offrono panorami fra i più
disparati: selvaggi tratti costieri, sterminate boscaglie,
deserti dalle altissime dune, incredibili villaggi in
stile bavarese, retaggio della colonizzazione tedesca,
ed emozionanti parchi naturali. Il tutto a disposizione
di chi preferisce girare il Paese in completa libertà,
a bordo di attrezzati 4x4. Ma anche dei meno avventurosi,
che si affidano ai numerosi tour organizzati che toccano
gli angoli più remoti della regione.
Da Windhoek verso il deserto
Posta al centro dello Stato, Windhoek, la capitale,
sorge a 1.660 metri di altitudine e gode di un clima
particolarmente favorevole; profondamente differente
dalle altre città africane, Windhoek porta ancora
oggi i segni dell'influenza tedesca e per questo appare
molto ordinata, con un reticolato a griglia su cui prospettano
edifici coloniali tedeschi dai colori pastello. Fondata
poco più di un secolo fa, rappresenta un esempio
positivo per tutta l'Africa: vie ordinate, negozi di
ogni genere e servizi turistici all'avanguardia. Windhoek
è anche la base ideale per l'esplorazione dello
spettacolare entroterra; presso il Windhoek Information
& Publicity Office in Post St. Mall si possono reperire
informazioni sulla città, mentre il Namibia Tourism
e il Namibia Wildlife Resort, NWR, forniscono informazioni
sul Paese e si occupano della prenotazione di alloggi
ed escursioni.
La città si visita agevolmente a piedi, a cominciare
dal Post St. Mall, pittoresca area pedonale e cuore
pulsante di Windhoek: fra le bancarelle di souvenir
e artigianato locale, sono esposti alcuni meteoriti
provenienti da una pioggia caduta nel 1837 nella zona
di Gibeon, nel sud del Paese. Lungo Indipendence Avenue,
dove si concentrano i negozi e gli uffici della città,
si incontrano il Kronprinz Hotel, la Gathermann House
e l'Erkrath Building, edifici in stile coloniale costruiti
all'inizio del Novecento, e ancora oggi dotati di un
fascino particolare. Da non perdere anche la Ludwig
von Estorff House, all'angolo fra Nasser Street e Peter
Muller Street, edificio costruito nel 1891 come mensa
militare e in seguito trasformato in residenza degli
alti ufficiali. In città vale la visita anche
l’Alte Feste, l’edificio più antico
di Windhoek, eretto nel 1890 come quartier generale
della Schutztruppe, e oggi sede del National Museum
of Namibia che racconta la storia, la cultura e le tradizioni
della Namibia attraverso oggetti, fotografie e manufatti.
Per una veduta della città che abbraccia tutto
il centro cittadino, si può salire al Werth Lookout,
il punto panoramico dove sorgono anche le ville più
belle di Windhoek: chiuse al pubblico, sono state edificate
nel 1907 e ricordano i castelli medievali europei.
Le dune del Namib
Il deserto del Namib si estende per oltre 23.000 km2
dall'Orange al Kuiseb River a sud e da Torra Bay nella
Skeleton Coast fino al fiume Curoca nel nord, in Angola.
Le dune del Narnib sono in continuo movimento: le variopinte
sabbie di quarzo che variano dalle tonalità del
crema, all'arancio, al rosso e al viola, si spostano
costantemente assumendo forme particolari per effetto
dei forti venti che soffiano nella zona. Ribattezzate
talvolta con nomi pittoreschi, le più diffuse
sono le dune seif, alte fino a 100 metri e separate
le une dalle altre anche da un km di sabbia, seguite
dalle dune a stella, esposte all'azione di venti che
soffiano in tutte le direzioni, e dalle barcane, le
più mobili in assoluto. Dire che il deserto è
un luogo privo di vita nel caso del Namib è quanto
di più sbagliato si possa fare: le montagne di
sabbia sono l'habitat di un delicato ecosistema fatto
di licheni e microrganismi in grado di sopravvivere
grazie all'umidità portata dai freddi venti atlantici.
Nelle zone ghiaiose vivono manguste, scoiattoli di terra,
zebre e struzzi, mentre nella sabbia si nascondono piccole
creature come coleotteri, ragni, talpe, scinchi del
Namib, lunghe lucertole e vipere. In pieno deserto,
poi, in condizioni per altri animali assolutamente improponibili,
si incontrano diversi esemplari di orix, antilope africana
di grosse dimensioni con caratteristiche corna lunghe
e diritte, simbolo della Namibia e presente nella bandiera
del Paese.
Alla scoperta del Paese
Per andare alla scoperta della Namibia i più
avventurosi possono noleggiare un'auto fuoristrada direttamente
in città. Chi invece preferisce i tour guidati,
può rivolgersi ai numerosi tour operator e alle
agenzie presenti in città. Dalla capitale si
parte alla volta del deserto del Namib percorrendo la
C28, strada stretta fra il bush e lande desolate, in
direzione Swakopmund. La città, con le sue vie
orlate di palme, il lungomare e un piacevole clima,
fu fondata sul finire dell'Ottocento e conserva edifici
storici che richiamano l'architettura tradizionale tedesca,
come l'Alte Kaserme, simile a un fortino, il faro, simbolo
della città, e la vecchia stazione ferroviaria.
Vale una visita lo Swakopmund Museum, dove si ammirano
testimonianze di vario genere sulla storia e sui popoli
namibiani, oltre a dettagliate informazioni su flora
e fauna locali. In città sono molte le agenzie
che organizzano escursioni nei dintorni: i più
temerari possono affrontare discese in snowboard dalle
dune e suggestivi voli in parapendio fra le dune, o
giri in quad di 2 ore; più tranquilli sono invece
i tour a cavallo nel deserto. A 15 km dalla città,
presso la Camel Farm, si possono fare passeggiate a
dorso di cammello; poco lontano si trova la Swakopmund
Asparagus Farm, un'insolita fattoria dove crescono asparagi
gustosissimi che si possono anche acquistare. Swakopmund
segna uno dei punti d'ingresso migliori per il deserto
del Namib, uno dei più antichi e aridi al mondo.
Il deserto, dal 1978 fa parte del Namib-Naukluft Park,
un'area di 23 mila km2 fatta di zone desertiche o semidesertiche
dominate da dune dalle mille sfumature dell'ocra in
continuo movimento. Per addentrarsi nel deserto conviene
imboccare la Welwitschia Drive, pista per cui è
necessario ritirare il permesso all'ufficio ella NWR,
dove viene fornito un utile opuscolo che descrive il
circuito e tutti i migliori punti di interesse, come
i campi di licheni grigi e neri, piccolo miracolo della
natura, che fioriscono con un sola goccia d'acqua, o
la Baaiweg, antica strada sterrata commerciale. Lungo
la pista si apre sulla sinistra il Moon Landscape, da
cui si ammirano i rilievi e i canyon scavati dal fiume
che anticamente scorreva in questa zona e da dove, a
circa 6 km, si raggiunge l'oasi di Goanikontes dove,
nel 1848, è stata costruita, fra montagne desertiche
ambrate, una fattoria. Un'altra possibilità per
scoprire i paesaggi solitari del Namib è percorrere
la B2 che, dopo 30 km, raggiunge Walvis Bay. La città
offre alcuni spunti interessanti per una visita, come
il Walvis Bay Museum dedicato alla storia della città.
Da non perdere la mini-crociera che ogni giorno salpa
dal porto della città per navigare nelle acque
della Walvis Bay Lagoon, riserva naturale di 45 mila
ettari che richiama numerosi uccelli acquatici e ospita
un alto numero di fenicotteri, trampolieri, pellicani,
cormorani, oltre alla rara sterna di Damara. Nelle acque
della laguna nuotano delfini, leoni marini e tartarughe
e, durante la navigazione, sono previste soste per ospitare
a bordo socievoli foche a caccia di cibo. Cuore del
Namib-Naukluft Park è però Sussusvlei,
più o meno 350 chilometri a sud di Walvis Bay.
Collocata sulla sommità di un altipiano circondato
da spettacolari dune di sabbia che raggiungono anche
i 350 metri di altezza, la località si raggiunge
passando da Sesriem, dove sono concentrati gli uffici
del parco e le uniche soluzioni di alloggio. A quattro
km dalla città si trova l'omonimo canyon, scavato
nel tempo dal fiume Tsauchab per oltre un chilometro,
mentre a 5 km si trova la duna di Elim, dove vale la
pena salire all’alba o al tramonto per ammirare
il variare del colore del deserto. Sulla pista, in direzione
di Sossusvlei, svetta la duna 45 che, stretta tra alberi
contorti, si erge per 150 metri sopra le pianure. Un'emozione
indimenticabile si assapora arrampicandosi sulla cima
della duna per ammirare il mare di sabbia che si stende
per oltre 300 km. Occorre calcolare un tragitto di 2
ore di cammino ed è assolutamente necessario
portarsi una buona scorta d'acqua. Da qui i più
infaticabili possono proseguire a piedi per altri 3
km e raggiungere Hidden Vlei o Dead Vlei, punti panoramici
più isolati e suggestivi, stretti fra alte dune
di sabbia rossa e arancio. La strada termina nel parcheggio,
mentre chi arriva a bordo di veicoli 4x4 può
proseguire per 4 km e salire fino al Sossusvlei Pan,
un enorme avvallamento stretto fra dune rosse alte 200
metri: qui si trovano le dune più alte e antiche
del mondo.
Nel cuore del selvaggio
nord
Dalla capitale, imboccando la B1, il paesaggio si fa
sempre più selvaggio e lungo la carreggiata è
facile avvistare antilopi, kudu, impala e orix. Dopo
circa 226 km si incontra Otjiwarongo, piccola cittadina
colorata da boungainvillee in fiore: fondata dai missionari
poco più di un secolo fa, grazie all'arrivo della
ferrovia oggi rappresenta un ottimo punto di sosta per
i viaggiatori che sono diretti verso il nord. Il vanto
maggiore della piccola cittadina è la locomotiva
n° 41 che, costruita nel 1912 per il trasporto dell'oro,
oggi sonnecchia nella vecchia stazione ferroviaria.
Da non perdere anche il primo allevamento di coccodrilli
della Namibia. Da Otjiwarongo si segue la C22 che si
spinge verso est fino a Okakarara, dove si imbocca la
D2512, una strada panoramica che raggiunge il Waterberg
Plateau Park: l'area protetta del parco si apre su un
altopiano di arenaria a 150 metri di altitudine, offrendo
paesaggi mozzafiato sulla pianura circostante. Reso
famoso dalla presenza di animali rari, come l’antilope
nera e il rinoceronte bianco, negli angoli meno battuti
ospita anche licaoni, bufali, leopardi, ghepardi e oltre
200 specie di uccelli.
Dal Barnabé de la Bat Rest Camp partono alcuni
itinerari percorribili a piedi come il Mountain View,
che si snoda lungo il bordo dell'altopiano fino a un
punto panoramico sulle rocce rosse che dominano la zona
e altri percorribili in fuoristrada per l'osservazione
della natura e degli animali. Chi decidesse di sostare
qualche giorno può affidarsi ai ranger del parco
e prendere parte al tour lungo il Waterberg Wilderness
Trail, itinerario che si snoda fra i sentieri più
panoramici: generalmente si parte il giovedì
con rientro il sabato e si dorme in capanni molto spartani.
E’ necessario portare cibo, acqua e sacco a pelo,
ma lo sforzo è ampiamente ripagato dallo spettacolo
offerto dalla natura.
Nell'Etosha National Park
Da Otjiwarongo, si imbocca la C38 verso Outjo, cittadina
che segna uno dei punti migliori per le escursioni all'interno
dell' Etosha National Park: la città in sè
non ha molto da offrire, eccezion fatta per il Franke
House Museum, primo edificio della città e oggi
sede espositiva che raccoglie reperti di storia politica
e naturale. A soli 15 km si trova l'Etosha Andersson
Gate, una delle porte d'ingresso all' Etosha National
Park, anche se il modo migliore per visitare uno dei
parchi più affascinanti dell'Africa australe
è soggiornare nei tre campi situati al suo interno:
Namutoni, Halali e Okaukuejo, a 70 km l’uno dall’altro,
sono aperti tutto l’anno e i pernottamenti vanno
prenotati con largo anticipo presso gli uffici del NWR.
Le strade che si snodano all'interno del parco sono
percorribili da veicoli di ogni tipo, anche se per raggiungere
i punti più panoramici è necessario un
fuoristrada; i momenti migliori per un giro in auto
sono certamente le prime luci dell'alba e il tramonto,
ricordandosi che all'arrivo della sera i cancelli del
parco e dei campi interni vengono chiusi. La zona del
parco fu scoperta nel 1851 da mercanti ed esploratori
e fu dichiarata area protetta nel 1907 dai coloni tedeschi
che vi costruirono avamposti militari e fortini, oggi
ottimi punti panoramici per l'osservazione della natura.
L' Etosha National Park, in lingua bantù “grande
luogo bianco dall'acqua asciutta”, è uno
dei migliori parchi al mondo per l’osservazione
degli animali: quest’area protetta si estende
per 22 mila km2, con al centro l'Etosha Pan, grande
depressione desertica dov'è frequente il fenomeno
dei miraggi; nella stagione delle piogge si trasforma
in una laguna popolata da fenicotteri rosa e pellicani
bianchi. Il parco vanta la presenza di un alto numero
di animali che vivono in libertà: 144 specie
mammiferi, come gazzelle, bufali, elefanti, giraffe,
kudu, leoni e zebre, 340 di uccelli, 16 fra rettili
e anfibi, varie specie di insetti e persino una di pesci.
La flora, al contrario, non è molto diversificata:
gli alberi più diffusi sono il mopane seguito
dalle pittoresche acacie a ombrello. La strada interna
principale si snoda fra i campi Namutoni e Okaukuejo
e corre attorno all' Etosha Pan, con splendide vedute
sulla distesa desertica; il Pan è interdetto
ai veicoli ma, percorrendo strade di ghiaia che serpeggiano
fra praterie e boscaglie di mopane, si può raggiungere
l'Etosha Lookout, un osservatorio dove ammirare panorami
mozzafiato. Vale la sosta anche la Haunted Forest, la
foresta incantata, che deve il suo nome alla presenza
di Moringa ovalifolia, una pianta molto simile al baobab.
Secondo la leggenda Dio avrebbe lanciato in aria un
fascio di moringa che sarebbe poi ricaduto con le radici
rivolte verso l'alto rimanendo così e creando
questa buffa pianta. |