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Madagascar
Posizione geografica
Compreso fra il 12° e il 25° parallelo sud, il Madagascar emerge dall'Oceano Indiano, a 400 km dalle coste orientali dell'Africa Australe. Con i suoi 594.180 km2 di superficie, è la quarta isola al mondo per grandezza. La biodiversità del Paese (ospita il 5% delle specie animali e vegetali del mondo, delle quali l'80% si trova proprio in Madagascar)ha fatto si che associazioni internazionali come il WWF, si interessino vivamente alla sua conservazione, con l'istituzione di numerosi parchi e riserve.

I geologi stimano che 165 milioni di anni fa il Madagascar fosse connesso al continente africano e che nei successivi 15 milioni di anni si sia distaccato dalla costa, favorendo uno sviluppo della flora e della fauna unici al mondo; sull'isola si trovano 50 specie di lemuri, 50 di camaleonti, più di 250 di rettili e 140 di rane, 300 specie di farfalle e 250 specie di uccelli. Si trovano inoltre 12 mila specie di piante, 700 di orchidee, più di 110 tipi di palme, spezie e piante da frutto; e ancora alberi come ebano, palissandro, varie specie di baobab e piante carnivore. L'itinerario suggerito attraversa le regioni centrali del Madagascar, da Antsirabe fino a Tuléar, sulla costa occidentale, caratterizzate dalla presenza di paesaggi diversi: si attraversano altopiani coltivati a terrazze, la foresta pluviale del Parco di Ranomafana, ampie praterie, fino a arrivare al Parco Nazionale dell'Isalo, con formazioni rocciose di arenaria e canyon. Procedendo verso la costa, si attraversa una zona caratterizzata da poche piante secche che cedono il posto a giganteschi baobab in prossimità della costa.
Clima
Il Madagascar, trovandosi nell'emisfero australe, ha stagioni opposte a quelle italiane. Sugli altopiani centrali la stagione delle piogge si concentra fra novembre e marzo, quella secca fra aprile e ottobre; in questo periodo le temperature sono 22-25°C, ma di notte, a causa dell'escursione termica, possono raggiungere lo zero.
Capitale
Antananarivo.
Lingua
La lingua ufficiale è il malgascio; parlato ovunque il francese.
Religione
Più della metà della popolazione pratica culti animasti (52%); seguono cattolici (23%), protestanti (18%) e musulmani (7%).
Moneta
Ariary (Mga). Dal luglio 2003 è iniziata la sostituzione del Franco Malgascio (Mgf) con la nuova unità monetaria. Attualmente entrambi i tipi di valute sono in circolazione e sono accettate ovunque. Mga 1 =€ 0,0003; €1 = Mga 2.639. Mgf 1 = € 0,000075; € 1 = Mgf 13.194.
Elettricità
110 o 220 volt; meglio portare un adattatore universale.
Documenti Passaporto con validità residua di almeno 6 mesi e biglietto aereo per uscire dal Paese + visto rilasciato in aeroporto al momento dell'ingresso in Madagascar al costo di € 25 circa, pagabili in qualsiasi valuta.
In valigia
Abbigliamento sportivo e informale; per i viaggi sugli altopiani cardigan di lana e scarpe da trekking. E poi formaci, torce, repellenti per le zanzare, cappello.
Fuso orario
+ 2 ore quando in Italia vige l'ora solare, + 1 ora con l'ora legale.
Telefoni
Per chiamare in Italia dal Madagascar: 0039 + prefisso locale senza lo O + numero dell'abbonato. Per chiamare dall’ Italia in Madagascar: 00261 + prefisso locale con lo O + numero dell'abbonato. La telefonia mobile è attiva in tutto il paese, ma i cellulari si riescono ad usare solo nelle città più grandi.
Sanità
Nessuna vaccinazione obbligatoria, anche se si consiglia di effettuare la profilassi antimalarica. Strutture sanitarie di livello sono presenti solo nelle città più grandi: si consiglia di stipulare, prima della partenza, un'assicurazione che prevede spese mediche, un eventuale rimpatrio sanitario o il trasferimento in altro paese.
Sicurezza
Dopo la crisi politico-istituzionale del 2002, la situazione si è normalizzata; visto l'alto tasso di povertà, è consigliabile osservare la massima cautela e non ostentare ricchezza. All'interno dei parchi è bene affidarsi a guide esperte, vista la totale assenza di segnaletica lungo i sentieri. Da non dimenticare di fare una fotocopia del passaporto e lasciare l'originale in albergo, vista l'assenza di ambasciate italiane sull'isola (in caso di bisogno ci si rivolge a quella francese).
Descrizione del posto
Al largo delle coste orientali dell'Africa Australe, il Madagascar, quarta isola al mondo per grandezza, è considerato un vero e proprio tempio della natura; microclimi differenti garantiscono la presenza di una biodiversità unica al mondo, ben preservata dall'istituzione, caldeggiata dal WWF, di numerosi Parchi e Riserve Naturali. I numeri sono impressionanti: 12 mila tipi di piante, più di 110 specie di palme, alberi come palissandri, euphorbie e baobab, piante officinali di ogni genere e 700 tipi di orchidee. E la fauna non è da meno, con migliaia di specie di farfalle, camaleonti, 250 specie di uccelli, il fosa, unico felino dell'isola, e i buffi lemuri, animali endemici malgasci. Oltre alle bellezze naturali, in Madagascar sopravvivono 18 tribù che ben si differenziano per stile di vita e tratti somatici; vivono soprattutto in piccoli villaggi, dove lo scorrere del tempo è legato alla pratica di antichi rituali e cerimoniali del culto dei morti.
Il modo migliore per conoscere il Madagascar è visitare la regione centrale degli altipiani, percorrendo un itinerario che si snoda da Antsirabe, nel cuore del paese, fino a Tuléar, sulla costa orientale meridionale: circa 780 km lungo la Route National n° 7 (RN7), attraverso regioni abitate da tribù differenti, fra dolci altopiani coltivati, foresta pluviale. E ancora praterie, montagne di arenaria attraversate da profondi canyon e una foresta spinosa punteggiata di giganteschi baobab.
Verso il parco di Ranomafana
Città termale a circa 1.500 metri di altitudine, Antsirabe, in malgascio “dove vi è molto sale”, sorge a 1.500 metri di altitudine e gode di un clima particolarmente favorevole. Fondata dai missionari nel 1872 e oggi importante centro di produzione e commercio di pietre preziose, è una cittadina ricca di edifici coloniali racchiusi nell'elegante quartiere francese; una rete di viali fioriti parte dalla Grande Ave, cuore della città, viale alberato dove si concentrano negozi e alberghi. Prospetta sul viale il Grand Hotel des Thermes, edificio di epoca coloniale che attira i curiosi per i colorati batik esposti all'ingresso e per la piscina termale con acqua che sgorga a 52 °C; merita una visita anche la stazione, con la sua aria nostalgica che richiama le atmosfere parigine di fine Ottocento. Antsirabe è anche la capitale dei pousse-pousse, i coloratissimi risciò ottimi per gli spostamenti in città; a bordo di un pousse-pousse, e dopo aver contrattato sul prezzo, si può raggiungere il Mercato di Sabotsy. Ogni sabato gli artigiani della tribù dei Merina espongono pietre lavorate, come zirconi e quarzo rosa, oggetti in legno e corno di zebù e batik dipinti con scene di vita malgascia e complicatissime trame geometriche.
A pochi chilometri della città, lungo la RN34, merita una visita Betafo, tipico villaggio merina costruito interamente con mattoni rossi: diviso in due zone dal lago vulcanico Tatamarina, è uno dei villaggi più interessanti della zona, con portici, decorazioni in ferro battuto e numerose vatolahy, pietre rialzate con incise iscrizioni in onore degli antichi capi tribù. Dal lago, una passeggiata di 5 km conduce alle Chutes d'Antofofo, cascate che con un salto di 20 metri si gettano da rocce di basalto. Lungo la strada verso Betafo c'è un cartello che indica la deviazione di 1 km per il lago di Andraikiba, dove è possibile fare il bagno; poco oltre è il profondo lago di Tritriva, circondato da dirupi che si tuffano a picco nelle acque cristalline. Imboccata la RN7, dopo 90 chilometri è il villaggio di Ambositra, meglio noto come il luogo degli eunuchi; si racconta che il nome del villaggio derivi dall'antica usanza di castrare i bovini, mentre un'altra leggenda racconta di una castrazione di massa ad opera dei Merina, in seguito a una battaglia di epiche dimensioni. Fiore all'occhiello di Ambositra sono la manifattura di mobili e l'intaglio del legno, tanto che tutte le balaustre delle case sono decorate con disegni ornamentali a intaglio; valgono una visita i laboratori dove acquistare oggetti in legno, disseminati per tutta la città. A est di Ambositra, lungo la RN7, sopravvivono i villaggi degli artigiani intagliatori della tribù Zafimaniry; immersi nella foresta d'Andohariana, fra euphorbie, orchidee e piante medicinali, spicca Antoetra, con case dalle imposte e dalle pareti intagliate con disegni geometrici, vere opere d'arte. Più a sud, ai bordi della RN7 è la foresta d'Ialatsara, dove ha sede il Lemur Forest Camp: affidandosi alle guide del parco, si percorrono sentieri che si snodano tra piante officinali, palme e bambù giganti, dove ammirare lemuri Sifaka, camaleonti e uccelli rari come il bellissimo Vangas. Proseguendo verso sud si raggiunge Fianarantsoa, il luogo dove si imparano buone cose, città a 1.000 metri di altitudine, fondata nel 1830 per volere della regina Ranavalona I; cuore cattolico del Madagascar, è dominata dalla Haute Ville, la parte più antica e suggestiva. Qui si concentrano numerose chiese con guglie che si stagliano verso il cielo; da vedere la cattedrale, del 1871, con il belvedere sul lago Anosy e sui brulicanti e pittoreschi vicoli dei quartieri sottostanti. La città segna anche il miglior punto d'accesso alle piantagioni di te di Sahambavy, e al Parc National de Ranomafana. Il parco comprende 41 mila ettari di foresta pluviale, dove vivono 29 specie di mammiferi tra cui 12 di lemuri, un centinaio di uccelli, rettili e farfalle; all'ingresso è un piccolo ufficio dove è possibile noleggiare biciclette e affidarsi a guide esperte. Due i circuiti da percorrere: le Petit Circuit dura 2 ore circa e raggiunge il belvedere, mentre il Moyen Circuit richiede 4 ore e si addentra nella foresta fino alla cascata Riana, dove si osservano i lemuri. Molto suggestiva l’escursione notturna, per avvistare anche i lemuri più piccoli e richiamare, arrostendo della carne, il fossa, una specie di zibetto.
Verso gli altopiani centrali
Da Fianarantsoa, la RN7 piega verso l'interno del Paese e il paesaggio si trasforma: il verde della foresta pluviale lascia il posto a praterie attraversate da infinite piste di terra rossa, e altopiani di nuda roccia granitica. La vegetazione si dirada notevolmente e le strade sono punteggiate di giganteschi baobab di varie specie, come il Digitata, il Grandidieri o il Za, ma anche di dideracee, piante simili ai cactus, e di alberi dei viaggiatori, con rami allineati ai punti cardinali. Appena superato l'abitato di Ambalavao, dove ogni giovedì si tiene il pittoresco mercato per la vendita degli zebù, merita una deviazione il villaggio di Ambohimaha-masina: seguendo una pista in terra rossa, si giunge ai piedi della Ambondrome, la montagna sacra che domina sul villaggio. Qui, tra suggestivi echi, riposano le anime dei morti e il popolo dei Betsileo, che vive nel villaggio, rispetta ancora numerosi fady, tabù legati al culto dei morti.
Proseguendo verso sud, tra panorami mozzafiato, si raggiunge la Réserve Naturelle Integrale de Andringitra, che con i suoi picchi e un territorio di 31.160 ettari compresi fra 700 e 2.658 metri di altitudine, ha paesaggi che spaziano dalla foresta più fitta agli sconfinati altopiani; nel parco vivono lemuri come il Maki, e 99 specie di uccelli. Il parco, ai piedi del massiccio del Pic Boby, con affascinanti rocce di origine granitica, è un vero tempio per il trekking; all'ingresso è possibile affidarsi a guide e portatori. Si può anche transitare con mezzi propri sulle 4 piste che si snodano nel parco. Da qui la RN7 penetra nell'interno del Paese, tra praterie desolate dai paesaggi mozzafiato, dominati da baobab e anacardi. Si raggiungono, dopo circa 156 chilometri, Ihosy, capitale della tribù Bara, con le rovine in terra battuta dell'antico villaggio, e Ranohira, naturale porta d'accesso al Parc National de l'Isalo. Con i suoi 81.540 ettari di praterie e massicci di roccia arenaria rossa modellati da acqua e vento, il parco offre scorci di rara bellezza; la magia del paesaggio, narra un fady locale, si deve agli antenati che dalle tombe celate dalla roccia sorvegliano la zona, e per questo è bene porre una pietra su un tumulo per rispetto alle anime dei morti. All'interno del parco vivono 55 specie di uccelli, tra cui il raro benson delle rocce, e lemuri come il buffo catta, il lemure dalla testa nera; di straordinaria bellezza il Pachipodium, baobab giallo in miniatura che fiorisce nelle zone più aride, e l'albero uapaca bojeri, in grado di resistere al fuoco. All'ingresso del parco si può scegliere uno dei sentieri, percorribili a piedi o a bordo di jeep 4x4, accompagnati dalle guide del parco, o decidere di noleggiare una bicicletta; da non mancare il Circuit Piscine Naturelle, con una cascata che precipita in una piscina verde stretta fra alberi di pandano, dove è possibile fare un bagno. Impegnativo e adatto a più allenati, è il Circuit Canyon des Rats et des Makis, percorso che si snoda nei canyon per raggiungere, fra panorami mozzafiato, le piscine naturali; per una visione generale del parco è il Grand Tour, che tocca i punti panoramici migliori, le piscine naturali, il Canyon de la Mort e la Fenètre, una finestra nella roccia che si apre sulla pianura punteggiata di palme e rocce. Lasciato il parco si imbocca la RN7 che, dopo 110 km, arriva al piccolo villaggio Sakaraha, dove i mercati che animano le strade pullulano di mercanti di pietre preziose provenienti da tutta la regione; proseguendo verso la costa, i paesaggi desertici di terra rossa lasciano il posto alla verde vegetazione costiera. Si raggiunge così Tuléar, affacciata sul canale di Mozambico, con spiagge bianche protette dalla presenza della barriera corallina; la città ha un centro storico caratterizzato da edifici coloniali, con larghi viali animati dai pousse-pousse che fanno la spola fra gli alberghi e le spiagge. Da vedere il Musée Mahafaly-Saka-lava, dove sono esposti manufatti delle tribù malgasce come lance, statue, lavori in legno intagliato, strumenti musicali e maschere.
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