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Lamu Island (Kenya)
Posizione geografica
L'Arcipelago di Lamu emerge dall'Oceano Indiano, di fronte alle coste nord del Kenya, di cui è parte. Si compone di una miriade di isole e isolotti di cui le isole più grandi sono Paté, Manda e Lamu e fra le più piccole si contano la Kiumga Marine National Reserve, Kisingati Island, Kiwayu Island e Manda toto. Lamu città è la città più grande dell'arcipelago ed è Patrimonio Mondiale dell'Umanità.
Territorio

Ha le stesse caratteristiche della fascia costiera: fitte foreste di mangrovie i cui alberi vengono abbattuti e venduti in Oriente (dove vengono impiegati per le impalcature perché resistenti alla termiti) si alternano a bassi cespugli e acacie. Le coste sono basse e piatte, fronteggiate dalla barriera corallina.
Clima
Caldo umido tutto l'anno, mitigato dalle brezze marine. Temperature comprese fra i 28 °C e i 34 °C. Il periodo migliore per una vacanza a Lamu corrisponde all'inverno europeo e va da agosto a marzo, ossia dalla fine del periodo delle piogge, che iniziano ad aprile e terminano a luglio. Buono anche il periodo che va da luglio a ottobre, mentre maggio e giugno sono i mesi più' piovosi.
Capitale
Del Kenya Nairobi, dell'Arcipelago di Lamu, Lamu.
Lingua
Quella ufficiale è lo swahili; la seconda lingua ufficiale è l'inglese. Nei villaggi turistici e negli hotel si parla un po' di italiano.
Religione Musulmana.
Moneta

La moneta locale è lo scellino del Kenya (KSH) diviso in 100 cents. Le banconote sono tagli da 5, 10, 50 cents. Il valore dello scellino è soggetto a fluttuazioni consistenti e pertanto è meglio verificare il valore prima della partenza.
Norme doganali
È vietato esportare o importare valuta locale; la valuta straniera dovrebbe essere cambiata solo nelle banche o negli uffici cambio degli alberghi autorizzati. Si può importare valuta estera fino a 5.000 dollari riesportandola qualora non venga spesa (all'ingresso nel Paese bisogna dichiarare l'importo totale sull'apposito modulo, e quindi occorre consegnarlo). E’ proibito esportare avorio di elefante, corno di rinoceronte, tartaruga marina, coralli, madrepore e pelli di rettili.
Elettricità 220-240 volt.
Documenti
Passaporto in corso di validità per almeno altri 6 mesi oltre la data fissata per il rientro + visto turistico (50 dollari americani circa) da richiedere e pagare all'Ambasciata del Kenya a Roma o in aeroporto.
In valigia
Abbigliamento comodo e leggero. Sandali da spiaggia, cappello, creme solari ad alto fattore protettivo e un kit di primo soccorso. Se la si possiede è consigliata la muta da 3 millimetri. Sulle isole comunque si trova ogni sorta di attrezzatura per il diving.
Fuso orario + 2 ore rispetto all'ora italiana.
Telefoni
Per chiamare da Lamu in Italia: 0039 + prefisso locale con lo O + numero dell'abbonato. Per chiamare dall'Italia a Lamu: 00254 + prefisso locale per Lamu senza lo O (42) + numero dell'abbonato.
Sanità
Non sono richieste vaccinazioni obbligatorie. A titolo precauzionale è consigliata la profilassi antimalarica. Si consiglia inoltre di nuotare in mare, non nei laghi e nei fiumi: c'è il rischio di contrarre tifo e parassiti. Al fine di evitare infezioni gastrointestinali si consiglia anche di non mangiare cibi crudi; bere solo bibite in bottiglia o acqua filtrata, senza ghiaccio, evitare di acquistare cibi da bancarelle per strada. Sull'isola non ci sono ospedali degni di tale nome; in caso di urgenza bisogna andare a Nairobi. Prima di partire si consiglia di contrarre un'assicurazione che copra eventuali spese mediche, ricoveri sul posto o il rimpatrio sanitario d'emergenza.
Sicurezza
In Kenya sono aumentate le rapine anche a danno di turisti e gli episodi di violenza a sfondo politico. Tra le zone a rischio anche le strade di collegamento Malindi-Lamu. Per cui si raccomanda di raggiungere l'isola solo in aereo (esistono collegamenti regolari da Nairobi, Mombasa e Malindi).
Descrizione
All'inizio degli anni Sessanta era la Kathmandu d'Africa, un luogo fantastico lontano dal mondo e dalla civiltà al pari della famosa meta hippy: fu così che Lamu attirò per due decenni consecutivi viaggiatori indipendenti armati di solo zaino e tanta voglia di evadere. Il motivo principale risiedeva nel fatto che Lamu rappresentava un tipo di società remota, autosufficiente, unica e affascinante e che in qualche modo era riuscita a scappare agli sconvolgimenti del XX secolo conservando stile di vita, cultura e architettura intatte. La più antica città popolata di tutto il Kenya, ha conosciuto negli anni Novanta un decisivo sviluppo turistico abbandonando così quella sua aria di meta "fricchettona", senza per questo perdere quel suo fascino unico. Popolata quasi esclusivamente da musulmani, vanta un aspetto e un'atmosfera poco mutati nei secoli: ci si arriva ancora a bordo di motolancie a gasolio che partono dalle coste keniote e i veicoli a motore circolanti sull'isola sono a tutt'oggi pochissimi. Le strade sono troppo strette e tortuose, indicate alla sola circolazione di pedoni o asini, gli uomini indossano l'abito tradizionale bianco lungo sino ai piedi, il khanzus, corredato dal copricapo tradizionale, il kofia, mentre le donne sono solite coprirsi con il buibui nero, in una versione meno osservante della tradizione islamica, lasciando scoperto il velo. I dhow, imbarcazioni tipiche dell'Oceano Indiano, navigano numerosissimi nell'acque che circondano l'isola e rappresentano anche ai nostri giorni i principali mezzi di trasporto. Perdersi per le vie della città vecchia provoca un piacere inebriante: il nucleo più antico risale al XIV secolo, epoca in cui fu edificata l'imponente moschea Pwani. Anche se la maggior parte degli edifici risale al XVIII secolo, possiedono fondamenta e terrapieni molto più antichi. Imperdibile un giro per le strette, fresche e silenziose vie su cui prospettano eleganti palazzi ricchi di misteriosi cortili e spazi raccolti delimitati da alte mura. Secondo la tradizione gli edifici furono costruiti interamente impiegando materiali locali: blocchi di corallo levigato per i muri, pavimenti in legno sorretti da forti legni di mangrovie, tetti in stuoie di makuti e imposte e portoni in legno finemente intagliato. Pari al centro storico di Zanzibar, una delle caratteristiche che più colpiscono il visitatore, sono proprio le incredibili opere di intaglio che arricchiscono porte e finestre che hanno impegnato nel corso dei secoli gli artigiani dell'isola. Ancora oggi recandosi all'estremità nord del porto, dalla parte opposta rispetto a Shela, si possono ammirare i manovali intenti a questo fine mestiere che viene tramandato di padre in figlio. Solo poche moschee hanno un minareto alto, contribuendo di tal fatta a rendere molto difficile distinguerle dalle comuni abitazioni private. In città vale una visita di un paio d'ore il Museo di Lamu che si trova in riva al mare, giusto accanto al Petley's Inn. Si tratta di uno dei musei più interessanti di tutto il Kenya; al suo interno si possono ammirare una ricostruzione di una dimora swahili, carte nautiche, mappe e reperti etnologici. Il museo vanta anche un'interessante libreria specializzata in testi riguardanti l'isola di Lamu e la cultura swahili più in generale. Sempre dedicato a questa affascinante cultura della costa orientale dell'Africa è lo Swahili House Museum, ospitato all'interno di una casa tradizionale completa di arredi, suppellettili e di un magnifico cortile. Completa il tour storico della città la visita di Fort Lamu, imponente edificio la cui costruzione fu iniziata per volere del sultano di Paté nel 1810 per poi essere completata nel 1823.
Un'isola da sogno
A Larmi città non c'è una vera e propria spiaggia: per trovare un piacevole e solitario litorale di sabbia fmissima e accecante occorre recarsi a Shela, piacevole villaggio sull'estrema punta sud-est dell'isola, raggiungibile da Lamu in 40 minuti di cammino o in 10 minuti di navigazione a bordo di un dhow. Il villaggio fu fondato verso la fine del XVII secolo da africani provenienti da Takwa e sono ancora i loro discendenti ad abitare la zona e a parlare ancora un dialetto swahili diverso da quello parlato a Lamu. Le attrattive di Shela sono rappresentate dalla moschea con minareto che spunta alle spalle del Peponi Hotel da dove inizia la spettacolare spiaggia di sabbia finissima e di un bianco accecante. Il litorale si snoda sotto il promontorio per proseguire per tutta la costa affacciata sull'Oceano Indiano. Se si è amanti delle onde e del surf la parte migliore è quella che guarda sul mare aperto: nel tratto di mare tra le isole di Manda e Lamu, infatti, le onde sono assai scarse. Presso l'albergo si può noleggiare tutta l'attrezzatura necessaria per cimentarsi in questa disciplina. L'atmosfera che si respira a Shela è talmente rilassata e le architetture così ben conservate da aver indotto numerosi stranieri, negli ultimi anni, a comprar casa, dando vita a un vero e proprio restauro conservativo del centro storico. Con la bassa marea poi si può camminare per un lunghissimo tratto di costa, tanto da consentire di arrivare sino a Lamu città. Una moltitudine di dhow all'ormeggio in una baia da sogno si possono ammirare al villaggio di Matondoni, posto a ovest di Lamu città, al culmine di una profonda insenatura. Per arrivarci la soluzione migliore se non si è dei provetti escursionisti (per raggiungere il villaggio ci vogliono più di due ore di cammino) è quella di affittare un dhow contrattando sul prezzo al porto di Lamu. Per tutti infine, amanti o no dei fondali e delle coste, imperdibile un'escursione a bordo di un dhow alla scoperta delle altre isole, tra cui Manda, Paté, Kisingati che sono le più grandi.
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